Tariffe su misura per le famiglie Cambiano le regole
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Una seduta del consiglio comunale di S. Croce sullArno 2 MINUTI DI LETTURA
SANTA CROCE. La giunta di Santa Croce apre sul cosiddetto "Quoziente Parma", la rimodulazione dei parametri di accesso ai servizi pensata per agevolare le famiglie più numerose. Un sistema innovativo, introdotto dalla città emiliana. E che oggi viene preso in considerazione in vari Comuni italiani. Attraverso una mozione, Stefano Giannotti de "Il centrodestra per Santa Croce" ha portato la questione nel consiglio comunale di lunedì, proponendo l'introduzione di un sistema analogo anche a Santa Croce. L'idea è quella di favorire l'accesso ai servizi comunali per le famiglie numerose, aumentando i coefficienti del calcolo Isee in maniera proporzionale al numero dei figli a carico. In pratica, invertire la tendenza rispetto al tradizionale Isee, nel quale la scala dei punteggi per ogni componente del nucleo familiare diminuisce all'aumentare della prole. «La questione dovrebbe essere affrontata a livello nazionale - aveva detto Giannotti - riprendendo il progetto del "Quoziente familiare" accantonato per i costi (circa 12miliardi l'anno), ma niente vieta ai singoli comuni di rivedere i coefficienti per aiutare le famiglie più numerose nell'accesso ai servizi». La giunta ha accolto la proposta, votando però contro la mozione, che avrebbe obbligato il Comune a sostenere un onere economico ancora tutto da calcolare. «Dobbiamo fare una distinzione - ha detto l'assessore alle politiche sociali Alessio Bellini -: una cosa è il "quoziente familiare", al quale siamo contrari perché avvantaggia le famiglie monoreddito allontanando le donne dal mercato del lavoro; altra cosa è il "quoziente Parma", un'esperienza che invece può essere valutata, magari attraverso una sperimentazione sul territorio». Da qui l'impegno dell'amministrazione: «Mi assumo la responsabilità - ha concluso Bellini - di portare la proposta all'interno della Società della Salute del Valdarno e presso la giunta regionale. Votiamo però contro la mozione, non perché contrari, ma per non assumere obblighi che in questo contesto non possiamo garantire». G.P.
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