Carismi, la svolta al vertice diventa un caso nazionale
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Alessandro Baldini Interrogazione dell'Udc al ministro Tremonti, preoccupata anche la segreteria provinciale del Pd
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SAN MINIATO. Oltre l'ombra della Rocca. Arriva nelle aule del parlamento la svolta ai vertici della Cassa di risparmio di San Miniato. A portare l'argomento all'attenzione del ministro Tremonti sono cinque deputati dell'Udc, con un'interrogazione a risposta orale. Primo firmatario è l'onorevole Francesco Bosi, che coi colleghi chiede di sapere dal ministro «come giudica, pur nella doverosa autonomia delle deliberazioni dell'assemblea, la decisione di aumentare di oltre il 100 per cento il compenso del presidente in un periodo nel quale si richiede ai manager a tutti i livelli, e quindi anche nel sistema bancario, il contenimento dei compensi». I parlamentari chiedono poi di sapere «se hanno un qualche fondamento le indiscrezioni secondo le quali l'inattesa decisione della Fondazione Carismi di assumere direttamente la guida della Cassa di risparmio potrebbe essere propedeutica ad una cessione di tutto o di gran parte del pacchetto azionario». A commento dell'interrogazione Bosi afferma: Suscita legittimi interrogativi la decisione di non riconfermare gran parte del consiglio uscente, per di più senza alcuna motivazione». Gli altri firmatari dell'interrogazione sono gli onorevoli. Nedo Poli, Teresio Delfino, Salvatore Ruggeri e Angelo Cera. Anche il segretario provinciale del Pd Pisa, Francesco Nocchi, e la collega dell'Empolese Valdelsa, Brenda Barnini, storcono la bocca. «Appare inopportuna la decisione di aumentare di oltre il 100% l'indennità del presidente, in controtendenza con gli impegni di razionalizzazione e risanamento portati avanti dallapresidente uscente e riconfermati dalla Banca d'Italia». L'intervento dei vertici Pd prova ad andare oltre. «Non ci sfugge il ruolo di impulso e supporto che un istituto radicato sul territorio e con forti legami con gli attori che in esso operano possa e debba svolgere, ricoprendo inparticolare una funzione di supporto in favore del tessuto economico locale». E concludono: «Proprio perché appaiono contraddittori con queste potenzialità riteniamo opportuno scongiurare scenari preoccupanti che aprirebbero alla prospettiva di una posizione dicontrollo esterna al nostro territorio che inevitabilmente condizionerebbe l'intera gestione e ne orienterebbe le scelte strategiche». M.M.
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