Il Tirreno

Pontedera

«Vogliamo lavorare per le feste»

Paola Silvi
Una signora mentre fa spesa all’interno di un supermercato della zona
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Una signora mentre fa spesa all’interno di un supermercato della zona

L'appello al sindaco del titolare e dei dipendenti del supermercato Conad

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 VOLTERRA. Rimanere chiuso e perdere 50mila euro di fatturato in tre giorni non va giù ad Alberto Cherici titolare del Conad di Volterra. Che, in controtendenza con il Tavolo di concertazione del commercio, ma forte del sostegno di tutti i suoi 22 dipendenti, si schiera a favore dello shopping libero per Pasquetta, che quest'anno coincide con il 25 aprile, ma anche il Primo Maggio e a Ferragosto.  La legge regionale vieterebbe l'apertura nei giorni festivi, se non fosse che i sindaci possono derogare al principio. Perché l'esigenza di lasciare alle zone turistiche un appeal dato dalle vetrine aperte, a volte, soprattutto nelle frazioni balneari, prevale. Contro l'ordinanza del sindaco di Volterra, ripetuta per la seconda stagione consecutiva, si leva la protesta di Cherici che lamenta una disparità di trattamento tra la sua attività e i negozi del centro storico. «Le tre chiusure - dice - influiscono negativamente sul bilancio. Abbiamo bisogno e vogliamo lavorare quando è il momento giusto, quando c'è turismo e possiamo riscattare un periodo invernale sempre più magro a causa del decremento demografico e delle tante chiusure di aziende storiche del nostro tessuto economico». Cherici, volterrano doc, ha rilevato un'attività che dal 2000 al 2009 è stata una filiale della società che gestiva i market di Capannoli e Lari.  Ma il confronto con gli altri negozi, quelli del centro, con le saracinesche aperte per le festività, arriva spontaneo. Così come il riferimento ai comuni vicini Cecina, Rosignano, Castagneto. «Il supermercato, per dimensioni e numero di addetti, è considerato affine alla grande distribuzione - continua il proprietario - ma in realtà è atipico per ragione sociale, è un srl, ed ibrido per volumi, perché al limite della superficie che lo avvicina alle grandi catene. Sono un imprenditore privato come gli altri. Perché loro possono decidere come comportarsi e io no?».  Cherici ha provato a cercare una mediazione. «La decisione è stata irremovibile - dice il titolare del Conad di Volterra -. Ma non si venga a parlare di tutela dei lavoratori. Sono persone mature che hanno la consapevolezza della realtà nella quale operano». E conclude: «Se gli altri esercizi non trovano giusto tenere aperto vuol dire che non hanno bisogno. Io devo pagare un affitto, 22 stipendi, un mutuo e un leasing. Farmi stare chiuso perché ho uno spazio di vendita superiore ai negozi del centro, è insensato, ingiusto e irragionevole».

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