Il Tirreno

Pontedera

Un colpo in aria ma il ladro non si ferma

Francesca Suggi
Un colpo in aria ma il ladro non si ferma

Non riesce il furto ai Magazzini Mangini: le telecamere riprendono un giovane a volto scoperto ma l'allarme e i carabinieri lo mettono in fuga

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TERRICCIOLA. Uno sparo in aria per fermarlo. Ma lui corre via come un gatto per i campi dietro al grande capannone della Rosa di Terricciola.  Lui che, giovane e a volto scoperto, pochi minuti prima tenta il colpo all'interno dei Magazzini Mangini. Un furto che fortunatamente va a vuoto grazie all'allarme che nel bel mezzo della notte squarcia il silenzio del borgo.  E che, da una parte, tira giù dal letto il titolare Armando Mangini (nella foto) che abita sopra e dall'altra chiama a raccolta sul posto, subito, vigili giurati e carabinieri.  Le telecamere all'interno e all'esterno della maxi attività commerciale riprendono tutto. Faccia del malvivente compresa.  «Dalle telecamere abbiamo visto un giovane piuttosto alto, con un giacchetto con il cappuccio che aveva il volto scoperto. E' entrato dentro, non appena è scattato l'allarme ha tentato di uscire con le casse in mano ma poi le ha dovute lasciare per svignarsela», racconta a caldo il proprietario.  Lui e la famiglia si svegliano intorno alle 2.30 del mattino, spaventati dall'allarme. Seguendo i movimenti del ladro, hanno pure l'impressione che ad un certo punto avesse perso l'orientamente rispetto a come uscire: «Sembrava che non si ricordasse da dove era entrato e infatti è uscito da un'altra porta», continua Mangini.  Il giovane malvivente prima strappa i fili delle 4 casse. Cerca di trasportarsele via, poi le molla per darsela a gambe non appena sente la sirena. Nel frattempo fuori piombano vigili giurati e carabinieri che percepiscono a malapena la figura del giovane scappare nei campi.  «Hanno provato a sparare in aria, ma lui ha continuato la corsa», continua.  «Per fortuna il furto è andato a vuoto. E comunque se avesse portato via le casse non avrebbe rubato più di trecento euro. Dentro avevamo lasciato solo qualche spicciolo» conclude lui che ha ancora bene in mente il maxi furto di pellicce subito nel 2009.

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