Il presidio
I risultati economici tardavano ad arrivare: 3 anni fa il bilancio chiuse con un passivo di 68mila euro
Ora le farmacie fanno utili
Paola Silvi
Il Comune e gli altri soci riprendono i soldi investiti
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PONTEDERA. Sono lontani i tempi in cui i risultati d'esercizio delle farmacie comunali evidenziavano dubbi e incertezze. A distanza di poco più di un anno la società che gestisce le tre farmacie pontederesi, dislocate alla stazione, sul viale Italia e in via Roma davanti all'ospedale Lotti, non solo chiuderà il bilancio con un piccolo attivo ma gode di buona salute. Talmente buona che restituirà il capitale sociale eccedente ai rispetti soci. E il termometro di questa forma fisica smagliante vale 720mila euro da suddividere in quote societarie proporzionali, dal momento che la Spa è partecipata al 20% dall'amministrazione comunale, al 76,50% dalla Alleanza Salute Italia mentre il restante 3,50% spetta ai farmacisti dipendenti. «Dopo l'acquisizione da parte di Alliance - spiega Renzo Ciangherotti rappresentante del Comune all'interno del consiglio d'amministrazione - e la fine dell'investimento, completamente ammortizzato, non è più necessaria alcuna modalità cautelativa». E così gli attori della partecipata possono godere i frutti dell'ultimo periodo di gestione che ha miracolosamente sanato i bilanci. «Nel 2008 l'azienda accusò un calo di 68mila euro - ripercorre le tappe Ciangherotti - dovuto per lo più ai costi delle ristrutturazioni e delle riqualificazioni delle sedi farmaceutiche. La comunale 1 si trasferì in piazza Unità d'Italia e furono ampliati i locali della Comunale 3». Ad infierire sulla situazione delicata contribuì anche lo sbarco delle prenotazioni per le prestazioni mediche in farmacia. «L'attivazione di questo servizio e l'incremento, con il passare dei mesi, dell'affluenza da parte degli utenti, rese indispensabile - ricorda ancora il consigliere - aumentare il personale farmaceutico». Ma i dati, col senno di poi, hanno dato ragione a queste scelte, trasformando spese a prima vista azzardate in scommesse coraggiose. «Nel 2009 - entra nel merito il referente - la Spa ha chiuso con un utile di 4mila euro. E il bilancio 2010, in fase di approvazione, ha comunque i presupposti per confermare il trend positivo». Recuperare 72mila euro in 12 mesi non è poca cosa. «Senza contare - continua - che il fatturato non è in aumento ma oscilla sui soliti 3 milioni e 800mila euro». Così come identici e inalterati sono pure i servizi dedicati agli utenti. In primis le prenotazioni, «9mila 249 all'anno - sottolinea Ciangherotti - e l'attività di tesoreria che offriamo quando gli sportelli dell'Asl sono chiusi. La maggior parte dei clienti preferisce pagare il ticket delle visite specialistiche direttamente in farmacia piuttosto che utilizzare le macchinette automatiche all'interno dell'ospedale». E, a giudicare dai 133mila euro recuperati, la coda dei pazienti che varcano la soglia delle sedi farmaceutiche comunali, per saldare le spese, deve essere piuttosto lunga. «La qualità dell'offerta non è mai stata in discussione - aggiunge - ma nei due anni appena trascorsi abbiamo cercato di razionalizzare e vagliare le convenzioni in corso». Dalla telefonia ai fornitori, alla manutenzione degli spazi, sta qui la ricetta della cura ricostituente, «perché - conclude - i grandi risultati si ottengo facendo attenzione alle piccole cose».
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