Il Tirreno

Pontedera

Migliorini ribatte a Punzo

«Il mio festival? Artigiano non dilettante»

Manolo Morandini

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 VOLTERRA. Scomoda Ezra Pound "da secoli solo l'artista è riuscito a staccare l'idea di lavoro dall'idea di profitto. E non tutti gli artisti sono capaci di questa dissociazione di concetti" Simone Migliorini, per difendere il suo lavoro di direttore del Festival teatro romano dagli strali del regista Armando Punzo. «Dispiace che giudichi dilettantistica la rassegna che ho fondato e dirigo», dice Migliorini.  E per sostenere la sua "creatura" cita le numerose attestazioni avute. «Non la pensano come Punzo tra gli altri il presidente della Repubblica, quello dell'Unesco. Ma anche le decine di artisti da tutto il mondo che vi hanno preso parte, per lo più gratuitamente». E prosegue Migliorini: «Se mi si dice che è una manifestazione artigianale, nel senso più alto del termine, potrebbe essere accettabile, perchè è il suo bello e la sua forza, ma non certo può essere considerata dilettantistica, solo per il fatto che non è contribuita adeguatamente, non dà utili e non può permettersi quello che invece può chi è beneficiario di riosorse maggiori da molti anni».  «C'è un clima di comica e allo stesso tempo triste, deleteria concorrenza - constata Migliorini -, altrimenti non si capisce tutto questo astio per una rassegnina che non dovrebbe nemmeno scalfirlo. Ho una considerazione più alta di lui, e un residuo amicale che non mi permette di lasciarmi andare oltre». Differenze in campo. «Il festival del teatro romano è un altro tipo di offerta culturale, diversa dalla sua, è altro, si rivolge ad un altro target e non beneficia nemmeno della minima parte dei soldi che a lui sono e sono stati concessi, pochi o tanti che siano, giustamente o ingiustamente non sta a me giudicare, eppure la nostra rassegna ha risultati in termini di incassi molto simili alla sua manifestazione, da possibilità formative a ragazzi e ragazze certo non gode delle potenzialità di una manifestazione storicizzata come Volterrateatro, ne delle sue potenzialità economiche, né del richiamo internazionale della Compagnia della Fortezza, ma cosa vorrebbe fare lui? Annientarla?».

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