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Bandita la musica dalle chiese
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Un concerto che si è tenuto allinterno di una chiesa della Valdera (Foto darchivio) Lettera ai parroci: se non è sacra non può essere suonata
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PONTEDERA. Non si possono organizzare concerti nelle chiese, anche se considerati di un certo spessore e che si sono consolidati nel tempo, se il loro programma non prevede solo musica sacra. Lo ha deciso la commissione diocesana di musica sacra, sollecitata dall'arcivescovo stesso a emanare un vademecum sull'utilizzo delle chiese. Regole che tengono conto del documento "Concerti nelle chiese", emanato dalla Congregazione per il culto divino nell'ormai lontano 1987 e che probabilmente nel corso degli anni avevano perso buona parte della loro efficacia. L'uso "improprio" di chiese parrocchiali, basiliche, santuari e oratori, deve avere spinto l'arcivescovo a fare un po' di ordine. Insomma, nelle chiese si possono organizzare concerti per le preghiere e la contemplazione religiosa e quelli di musica sacra con programmi ben definiti: musica liturgica cristiana e musica che si ispira al testo della Sacra Scrittura. Nell'ipotesi che i concerti o altre manifestazioni culturali fossero organizzate da enti non ecclesiastici e solo ospitati negli edifici di culto la diocesi pisana ha voluto precisare che le chiese non possono considerarsi come semplici luoghi "pubblici", disponibili a riunioni. Sono luoghi sacri e se vengono utilizzati per altri fini «si mette in crisi la loro caratteristica di segno del mistero cristiano», osserva la Curia. Detto questo, è chiaro che la porta della chiesa si chiude ogni altra specie di musica. Anche a quella sinfonica, per esempio. Così la commmisione diocesana di musica sacra ha dettato otto "comandamenti", o disposizioni pratiche, a cui i parroci dovranno attenersi. Per poter realizzare un concerto strumentale o vocale in chiesa il parroco o il sacerdote responsabile della chiesa deve fare domanda con notevole anticipo al presidente della commissione di musica sacra indicando la data, l'orario del concerto e il programma contenente le opere e i nomi degli autori del testo, dei compositori e dell' ente organizzatore. Una volta avuto l'ok, si potrà promuovere l'iniziativa. L'ingresso, tanto per concludere, dovrà essere libero e gratuito. Qualche consiglio anche sull'abbigliamento: esecutori e uditori dovranno avere abiti e comportamenti convenienti al carattere sacro della chiesa. Il Santissimo Sacramento dovrà essere conservato in una cappella annessa o in un altro luogo sicuro e decoroso. Eventuali commenti a cornice del concerto dovranno favorire la comprensione e la partecipazione e non avere solo un carattere artistico o storico. In caso di concerti organizzati da esterni alla parrocchia, il parroco o il sacerdote responsabile deve chiedere agli organizzatori un documento scritto con cui essi si impegnano a garantire: la responsabilità civile, le spese, la pulizia e gli eventuali danni. S. C.
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