Il presidio
Sgarbi contro Giulia, scontro sulle foto choc
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Lattacco di Sgarbi a una delle giovani di Frida, ieri a Pitti Uomo Battibecco con le donne di Frida al dibattito sul calendario di Toscani per il Consorzio vera pelle
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SANTA CROCE. Battibecco-show tra Vittorio Sgarbi e un gruppo di ragazze dell'associazione Frida di Ponte a Egola, che si occupa di violenza sulle donne. È accaduto ieri sera, nel corso del dibattito sull'ormai famoso calendario di Oliviero Toscani, in cui sono ritratti 12 triangoli pubici di donne, alla Stazione Leopolda, nell'ambito di Pitti Immagine Uomo. Erano presenti lo stesso Toscani, Paolo Crepet, Marina Ripa di Meana, Vittorio Sgarbi e i responsabili del Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata al Vegetale di Ponte a Egola, promotore della pubblicazione. Una gigantografia "pubica" dominava la scena del dibattito, davanti a decine di telecamere e fotografi. Lo scontro è cominciato quando Crepet ha affrontato la questione del pube ritratto nei calendari in chiave psicanalitica. Lo psichiatra è stato interrotto da una ragazza dell'associazione del comprensorio del Cuoio, Giulia Fioravanti,la quale ha spiegato «di non voler contestare il calendario in sé, ma di ritenere offensivo l'accostamento tra una parte del corpo femminile con la pelle conciata di un animale, accostamento - ha detto la giovane - che diventa metafora della mercificazione della donna così come degli animali che vengono utilizzati per fare le borse». Passaggio di microfoni ed è toccato a Vittorio Sgarbi, che ha teorizzato la libertà di mettere o non mettere in mostra «la f...» rivolgendosi alle femministe dell'associazione. «Queste donne che si sono fatte fotografare erano consenzienti. Che problema c'è?». Sgarbi ha elogiato l'iniziativa del calendario di Toscani aggiungendo che essa «ha anzi il patrocinio della Presidenza del Consiglio perché rispetta il pensiero del premier Berlusconi. Per così dire, è l'esaltazione di un tema di famiglia...». Quando Giulia Fioravanti, una ragazza dell'associazione, ha tentato di replicare spiegando che il punto non è la disponibilità o meno della parte intima fotografata, definendo il discorso di Sgarbi di basso livello, il critico s'è infuriato, con parole forti. Le donne dell'associazione hanno abbandonato immediatamente la sala, mentre Sgarbi cominciava uno spogliarello rimanendo con la camicia sbottonata e aperta. Sul tema di tutt'altro avviso è Giulia Deidda, vicesindaco di Santa Croce: «Se l'intento di Toscani era quello di dare visibilità al Consorzio è sicuramente riuscito». Ma sulla raccolta di scatti il giudizio è netto. «A noi pare imbarazzante - sostiene Deidda -. Un oggetto che si espone a fatica in qualunque luogo in cui si passa non per andare a vedere il calendario ma per lavorare o vivere». E la ricerca dell'impatto pubblicitario non è un attenuante. «Ben vengano le campagne pubblicitarie che fanno pensare, anche con un pugno allo stomaco. Ma queste immagini non fanno pensare, imbarazzano e fanno sentire le donne nude e, ancora una volta, usate come oggetti». ALTRO SERVIZIO A PAG. 12
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