Caos postale, si muove la direttrice generale che oggi incontra i sindaci
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Da oltre un mese non arrivano lettere a Fauglia Lorenzana, Fauglia e Orciano da oltre un mese senza corrispondenza Carli: niente scuse, voglio solo che i problemi siano risolti
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FAUGLIA. Il marasma postale arriva ai piani alti. E da Livorno, dal centro Ram - recapito area manager- si muove addirittura la direttrice generale Maria Cotardo che questa mattina sarà nell'ufficio del sindaco di Fauglia Carlo Carli per discutere della lunga catena di disservizi verificatisi nel Comune e in quelli vicini di Lorenzana e Orciano. All'incontro ci sarà anche il primo cittadino lorenzanese Gianluca Catarzi. «Ho già detto loro che io non voglio sapere le motivazioni alla base dei disagi che stanno penalizzando i nostri cittadini, bensì voglio che questi problemi siano risolti», chiarisce subito la sua posizione Carli. Anche ieri mattina a Palazzo si sono presentate diverse persone a protestare. Tutte con le stesse problematiche: da bollette e fatture che non arrivano, risposte legate a domande di lavoro che latitano. E ancora, richieste di visite mediche piovute in cassetta in ritardo, tanto che i soggetti interessati non si sono potuti presentare all'appuntamento. Insomma, il solito caos quotidiano legato a quella posta che ognuno non riceve da almeno un mese. «Purtroppo - continuano ancora da Fauglia - Poste interviene sempre quando la situazione è esasperata e si arriva al punto di rottura. Questo non va bene, perché da una parte i cittadini sono imbestialiti e dall'altra i disagi che si vengono a creare sempre più grandi». Intanto ieri mattina all'ufficio di smistamento di Lorenzana c'erano tante braccia giallo-blu in più a ordinare tutto quel materiale accatastato dietro al bancone. «Ho fatto visita all'ufficio di buon mattino - fa da testimone oculare il sindaco di Lorenzana - e ho visto un sacco di impiegeti a smistare il materiale. Sono contento che i vertici dell'azienda si siano resi conti dei nostri disagi e adesso vediamo come si evolve la situazione». L'ottimismo non manca da parte degli uomini con la fascia. Anche se c'è la consapevolezza che le carenze di Poste sono, in qualche modo, strutturali. «Purtroppo non siamo nuovi con questo tipo di situazione, anche se questa volta si sono oltrepassati davveri i limiti», rincara Catarzi. E' lui che, senza nascondere rabbia e indignazione, si è fatto promotore - al momento è sempre sulla carta - di una sorta di boicottaggio contro Poste Italiane. «Ho semplicemente detto - conclude - che il problema è quello della carenza di personale, dissuaderò i miei cittadini dall'utilizzare i servizi bancari di Poste. In questo modo gli addetti possono concentrarsi sui servizi primari, quali lo smistamento e la consegna della corrispondenza, alla popolazione per evitare questa interruzione di pubblico servizio».
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