Il Tirreno

Pontedera

Lo shopping straordinario non batte la crisi

Shopping natalizio in centro
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Shopping natalizio in centro

Le commesse scrivono agli amministratori una lettera con un appello

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 PONTEDERA. Il calendario dello shopping festivo, soprattutto dopo l'esperienza deludente dell'ultimo Natale, lascia alquanto perplesse le commesse. C'è addirittura chi teme che, alla fine, ci sia qualcuno che arrivi a proporre aprire i negozi anche il Primo Maggio, festa dei lavoratori, (prima domenica del mese). Fermiamo questa tendenza. Hanno scritto una lettera indirizzata al sindaco di Pontedera, Simone Millozzi, al presidente della Provincia e al presidente della Regione Toscana. Il testo sarà recapitato appena sarà conclusa la raccolta di firme. Si chiede agli amministratori di riflettere su alcune questioni che riguardano il commercio e la vita di lavora in questo settore.  La riflessione parte dagli acquisti natalizi. «La nostra agenda lavorativa Natale si infittisce. Orario continuato e aperture domenicali sono ormai la nostra abitudine da molti anni. Dobbiamo barcamenarci nei pocchissimi attimi liberi per comprare i regali ai nostri figli, mariti, fidanzati (noi, a differenza vostra, siamo infatti soprattutto donne). La vigilia non possiamo organizzare il cenone a casa nostra, perché smettiano di lavorare alle otto. Stessa cosa per Capodanno». Un impegno richiesto dalla tipologia del lavoro.  «Non ci siamo mai sottratte ai nostri doveri lavorativi, alle direttive dei nostri superiori; abbiamo lavorato ogni giorno, feriale o festivo, mattina, sera, orario continuato, senza lamentarci, protestare, o far pesare la nostra situazione». Eppure qualcosa non va. «Riteniamo che alle richieste ci sia un limite. Qualche giorno fa ci è stato comunicato che i saldi erano stati anticipati al giorno dell'Epifania, e dunque che dovevamo lavorare a pieno regime anche in quella festività. Davvero si ritiene che abbiamo venduto di più stando aperti il giorno di Befana?». Domanda retorica, la risposta è negativa.  «Ci sembra invece che non ci vogliano scienziati per capire che le persone comprano se hanno liquidità disponibili». Con queste premesse e considerato che molte commesse sono giovani e hanno contratti a tempo determinato, la richiesta che arriva da loro è quella di lavorare «in condizioni e orari sostenibili, con turnazioni di orario un po' più umane, tenendo presente che Pontedera non è Milano. Quando facciamo orario continuato, per esempio, dalle 13 alle 15,30 il centro è deserto, e non cè festa che tenga».  Il paragone con altri settori è spontaneo e vuole andare oltre la polemica. «Il Comune, la Provincia, la Regione durante le feste natalizie smettono di avere bisogno di amministratori? No. Eppure voi non lavorate 365 giorni all'anno...».  Tanti gli elementi di riflessione. «Ci si dirà che l'economia è in crisi e che durante le festività natalizie le vendite non sono andate bene, dunque servivano aperture straordinarie per rimpolpare i tristi bilanci. Ma a questo noi rispondiamo: come mai nel weekend del 18-19 dicembre (l'ultimo prima del Natale), a seguito di una nevicata, Pontedera risultava pressoché irraggiungibile?». Chi doveva "pulire" le strade era al lavoro?  La crisi non si risolve con le aperture straordinarie, questa la sintesi della lettera, e al tempo stesso occorre tutelare chi lavora per quella stessa economia, «non dimenticando che si tratta di cittadini alla stregua degli altri, spesso donne, spesso madri». S. C.

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