Quella Vespa che doveva assomigliare ad una Gilera
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Giorgio Faletti durante la presentazione del suo ultimo libroTanta gente per gli aneddoti di Giorgio Faletti, ospite d'eccezione l'altra sera del Museo Piaggio
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PONTEDERA. Il legame di Giorgio Faletti con la Vespa risale ormai a molti anni fa. Praticamente è stato il primo "mezzo" avuto dopo la bicicletta, come lo scrittore ha raccontato, arricchendo i particolari con la sua solita ironia, l'altra sera durante l'incontro che si è svolto alla Fondazione Piaggio. L'appuntamento faceva parte delle iniziative collaterali alla mostra "La Vespa e il cinema", in corso al museo Piaggio. Faletti ha introdotto il film, che è stato proiettato dopo l'incontro con lo scrittore, "Romanzo criminale", parlando del suo ultimo libro, sempre di grande successo, "Appunti di un venditore di donne", il primo che si "svolge" in Italia. Un romanzo ambientato durante gli anni del sequestro Moro in una Milano stremata dagli scontri politici e minacciata dal banditismo. Per Faletti, che non ha rinunciato a farsi fotografare davanti alla mitica Vespa di "Vacanze romane", la due ruote prodotta dalla Piaggio non era però il mezzo più ambito. Lui avrebbe voluto una moto Gilera. Così lo scrittore aveva personalizzato la sua Vespa, colorandola di rosso e tappezzandola di immagini, tanto da farla sembrare la copertina di Sgt. Pepper dei Beatles. Senza svelare troppi particolari sulla trama del romanzo, Faletti, che ha spiegato di considerare la Toscana e Capoliveri all'isola d'Elba come la sua seconda patria, ha parlato della sua ultima "creatura" come del libro che avrebbe voluto scrivere a differenza degli altri ai quali in passato ha pensato come se fossero libri che avrebbe voluto leggere.
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