Il Tirreno

Pontedera

Panariello si affida all'illusionista Triggiano per la regia del suo show

Due immagini del mago illusionista ponsacchino Gaetano Triggiano; in alto, durante un suo spettacolo
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Due immagini del mago illusionista ponsacchino Gaetano Triggiano; in alto, durante un suo spettacolo

L'artista di Ponsacco: «Non ci sono intermezzi i personaggi entrano sul palco in maniera magica»

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PONSACCO. Dal palco alla regia. È l'ultima magia di Gaetano Triggiano, il tretatreenne di Ponsacco considerato uno dei migliori maghi illusionisti. È al suo tocco che si è affidato Giorgio Panariello per lo spettacolo teatrale "Panariello non esiste", che ha debuttato all'Auditorium della Conciliazione di Roma a fine dicembre. In Toscana arriverà il 13 gennaio a Firenze. Due ore di risate, certo, con nuovi personaggi e qualche citazione, ma soprattutto una lunga prova del futuro show televisivo. A cominciare proprio dall'estetica dello spettacolo. Un palco che somiglia tanto ad un set grazie al tocco del coregista Triggiano. «lo spettatore ha l'impressione che Panariello sia sempre presente, non ci sono intermezzi tra un personaggio e l'altro - spiega l'illusionista originario di Ponsacco -. Non ci sonospazi vuoti e i personaggi entrano anche in maniera magica».  Ha fatto appello a tutto il suo bagaglio, capace di unire melodramma, balletto, circo, cinema muto e il fascino del Cirque du Soleil. «È un tocco originale per lo spettacolo di un attore comico - dice Triggiano -. C'è stata subito intesa con Panariello, che ho conosciuto a margine di un mio spettacolo a Roma».  L'artista è reduce da una tournée a Monaco. Uno spettacolo da tutto esaurito che ha registrato 5 doppie repliche, al fianco di colleghi statunitensi, cinesi, ucraini e francesi. Ma al grande pubblico è noto perla sua partecipazione all'ultima edizione dello show televisivo di Paolo Bonolis "Chi ha incatstrato Peter Pan". Per otto puntate Triggiano ha affiancato il maestro Laurenti cercando di istruirlo ai rudimenti della magia. Uno siparietto comico ma anche un'occasione per mettere in mostra tutte le sue qualità d'artista.  A proposito della sua passione per la magia, triggiano dice: «Ero bambino a Roma, in vacanza dai nonni paterni. In un giorno qualunque di quell'agosto 1985 mio padre Giuseppe portò tutta la famiglia a vedere lo spettacolo di un mago. E quel bambino che ero, con lo sguardo trasognato e felice, è rimasto accanto a me, l'incontro con "l'arte magica" è stato il sodalizio della mia adolescenza e della mia crescita di uomo».

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