Il Sel di Santa Croce boccia il progetto del centrodestra per contrastare la microcriminalità
«Non telecamere ma politiche sociali»
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Uno scorcio del centro storico di Santa Croce sullArno 2 MINUTI DI LETTURA
SANTA CROCE. «Dopo le roboanti campagne a favore delle ronde il Centrodestra per Santa Croce - Io amo l'Italia ha recentemente esternato la sua delusione per la bocciatura secca da parte della maggioranza di centrosinistra della proposta per uno studio di fattibilità volto all'installazione, nel nostro Comune, di un sistema di videosorveglianza. Una sorta di grande fratello di Orwelliana memoria, prendendo a pretesto alcuni atti di vandalismo e microcriminalità peraltro di lieve entità». È quanto sostiene la segreteria santacrocese di Sinistra ecologia e libertà. «Capiamo perfettamente il sentimento di Giannotti e colleghi, motivato dal fallimento del loro progetto "terrore in città", e riteniamo necessario rassicurare i cittadini circa le nostre scelte amministrative e politiche - prosegue la nota di Sinistra ecologia e libertà -. Prima di parlare di sentimenti diffusi di insicurezza e proporre facili rimedi come le videocamere, sarebbe bene capire quale sia la realtà delle cose: quanti dei nostri cittadini hanno dovuto cambiare le proprie usanze a causa della microcriminalità? Quanti temono di uscire da soli, di recarsi alla banca, alla posta, al supermercato? O quanti, invece, sono vittime di una forma di allarme indotto? E se anche vivessimo in un luogo insicuro, siamo certi che la videosorveglianza sia la panacea per ogni male?». Sulla videosorveglianza come soluzione da declinare in chiave sicurezza per i cittadini la segreteria santacrocese di Sel non ha dubbi. «Le telecamere non riescono a prevenire i crimini, sprecano risorse pubbliche, incrementano le diseguaglianze sociali e generano discriminazioni», sottolinea il partito di Vendola. L'analisi di Sel prova a inquadrare il problema microcriminalità alla radice. «Riteniamo la sicurezza urbana un tema certo complesso che richiede tuttavia risposte più articolate rispetto alla semplice e pilatesca installazione di telecamere: un tema che ha bisogno di risposte politiche e sociali prima che di escamotages psico-tecnologici». Ecco la ricetta proposta da Sel per Santa Croce sull'Arno: «Si dotino le forze dell'ordine delle risorse e dei mezzi necessari per svolgere adeguatamente i loro compiti, non si indeboliscano le politiche sociali e culturali e il sistema del welfare nel suo complesso». E ancora: «Siamo certi che lo sviluppo e il sostegno della formazione individuale e delle reti relazionali siano le prime misure di contrasto all'insicurezza urbana ed è lì che continueremo a lavorare, con progetti di sostegni alle famiglie e all'individuo che non possono certamente essere definiti "interventi a pioggia", come il Centrodestra ha affermato».
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