Il presidio
La Cia lancia l'allarme: «È a rischio il 50% della produzione di cereali del 2011»
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PONTEDERA. Il maltempo ha compromesso le semine che non sono iniziate. In collina - quindi in tutta l'Alta Valdera - siamo già fuori tempo massimo: se il tempo regge, e non piove, può essere tentata l'operazione di semina in extremis ma non dappertutto. In pianura c'è ancora un mese di tempo, non è molto, ma è preziosissimo. Una spada di Damocle pericolosissima dunque sulla testa del comparto agricolo già alle prese con una crisi lunga e pesante. Il cerealicolo ha dovuto fare i conti a lungo con crollo del prezzo sul mercato - ha toccato in alcuni momenti 16 euro al quintale - e con la poca resa. Oggi il grano duro (l'80% della produzione nel pisano) viene pagato 24 euro al quintale, che è ancora al di sotto del recupero delle spese per le aziende. Con le semine a rischio il quadro, ovviamente, diventa drammatico. E la Cia di Pisa esprime forte preoccupazione. «Restano davvero ancora pochi giorni per tentare di salvare una produzione importante per la nostra zona - spiega Stefano Berti, direttore della Cia della provincia di Pisa -. Il settore cerealicolo, comunque, continua ad aver bisogno di misure di sostegno che non sono mai arrivate concretamente e di un lavoro serio sulla razionalizzazione della filiera». In Alta Valdera è concentrata la fetta collinare più ampia della produzione pisana che in totale conta 11mila 600 tonnellate di frumento tenero e 49mila 650 tonnellate di frumento duro. Il rischio concreto è quello di cedere al maltempo e alla crisi oltre il 50 per cento. Un altro colpo durissimo all'agricoltura ed ai redditi degli agricoltori.
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