S. Chiara, un tavolo di concertazione
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La residenza per anziani Santa Chiara Lo chiede il sindacato a Buselli: la struttura deve restare pubblica
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VOLTERRA. Quale futuro per la azienda pubblica di servizi alla persona «Santa Chiara» a Volterra? Lo hanno chiesto i sindacati al primo cittadino di quel comune di Volterra, Marco Buselli, che hanno incontrato nei giorni scorsi a palazzo dei Priori in un incontro richiesto da tempo. «Dall'incontro - commenta Dino Tamburini esponente della Cisl - è emerso come, al momento, non ci sia alcun piano industriale per la riorganizzazione della struttura». Di qui la richiesta netta della Cisl. «Vogliamo un tavolo di concertazione per discutere sul futuro della residenza Santa Chiara». Un tavolo intorno a cui dovrebbero sedere i membri del consiglio di amministrazione della struttura, gli amministratori del comune di Volterra, i vertici della Società della Salute e dell'azienda Asl e i rappresentanti sindacali. Chiara la posizione del sindacato: gli attuali organici del «Santa Chiara» dovranno essere mantenuti; così come la struttura dovrà restare pubblica; infine: i dipendenti del «Santa Chiara» dovranno continuare a fare in futuro quello che hanno fatto fino ad oggi con competenza, ed, anzi, la loro professionalità potrebbe essere utilizzata in futuro anche per assistere a domicilio i disabili che vivono nel territorio. Sono circa sessanta i disabili ospiti al «Santa Chiara», mentre la capienza complessiva della struttura è di oltre 70 posti letto. E ancora una riflessione numerica sui lavoratori: sono quaranta le persone che lavorano nell'azienda, tra infermieri, operatori sanitari, fisioterapisti ed amministrativi.
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