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Pontedera

Pausa pranzo più corta e maggiore produttività così si salvano 60 posti

L’esterno dell’azienda Metalplastic a Pontedera
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L’esterno dell’azienda Metalplastic a Pontedera

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 PONTEDERA. Non è proprio il metodo Marchionne per trattare con i sindacati, ma poco ci manca, perché a fronte di una richiesta di maggiore produttività la Metalplastic ha chiesto ai lavoratori di accorciare le pause e di rinunciare alla pausa mensa (in cambio del ticket pasto). In questa maniera, i ventilati 60 esuberi dichiarati dall'azienda di stampaggio di plastiche, praticamente monomandataria per Piaggio, sono stati tolti dal tavolo della trattativa.  Con la promessa di verificare alla fine del 2011 i risultati. «Abbiamo presentato all'assemblea dei lavoratori gli elementi su cui si basa l'intesa - ha raccontato Stefano Del Punta della Cgil - e abbiamo ottenuto l'80% di pareri favorevoli». Un successo che garantisce occupazione in una delle realtà più a rischio dell'indotto Piaggio e che fa un po' scuola in Valdera. «Metalplastic fa parte del Gruppo Prima - spiega il responsabile delle risorse umane dello stesso gruppo Andrea Segnanini - che ha il suo cuore a Frosinone e che ha 16 stabilimenti in Italia e all'estero con circa 2000 addetti nel campo della componentistica in plastica per auto, moto e elettrodomestici. L'azienda di Pontedera ha un problema di forti perdite per quest'anno e ha bisogno di un netto cambio di direzione in fatto di produttività». Concetto che richiama la redditività e quindi la competitività. Per questo le pause sono state ridotte di circa 10 minuti, è stata migliorata la turnazione della verniciatura ed esternalizzate attività non redditive come montaggi e assemblaggi. A febbraio verrà avviata una procedura di mobilità incentivata su base volontaria, sarà distribuito un premio, "di disagio" di 300 euro a luglio e uno di partecipazione per i prossimi 4 anni su cui si sta discutendo. «Il nostro gruppo - dice ancora Segnanini - ha un filo conduttore con Fiat ed è chiaro che abbiamo seguito la scia di Marchionne per risolvere il problema di produttività di Metalplastic. Non abbiamo avuto problemi perché lavoratori e sindacati hanno avuto il buon senso di accettare le nostre proposte. Ma probabilmente molto dipende dal fatto che non siamo nel settore metalmeccanico, bensì in quello dei chimici e l'assenza di Fiom ha semplificato la situazione». Alla fine del prossimo anno ci saranno le valutazioni (che, se dovessero dare esito positivo, potrebbero portare a ulteriori aperture verso i lavoratori) che, per il momento restano buone per il sindacato. «Il fatto che siano stati tolti gli esuberi - riprende Del Punta - è un buon risultato. L'accordo dura un anno e avrà un aspetto economico aggiuntivo da non sottovalutare. Se qualche settimana fa Metaplastic aveva una prospettiva negativa, adesso potrebbe avere addirittura un futuro positivo davanti. Per questo possiamo essere soddisfatti».

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