Il presidio
Una trattativa da 150 milioni di euro
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Il conte Festari Dopo pignoramenti e sequestri, l'Archivio Vasari è "libero" gli eredi del conte di Chianni riprendono i contatti con i russi
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CHIANNI. La famiglia Festari può riprendere le trattative per la vendita dell'archivio di Giorgio Vasari, di proprietà della famiglia chiannerina che ora lo vuole vendere alla stratosferica cifra di centocinquanta milioni di euro. Dopo il dissequestro dell'archivio (al centro di un'inchiesta per truffa aggravata ai danni dello Stato) si è subito aperto un confronto tra gli eredi - la famiglia Festari - e le istituzioni. Parlando anche per conto della compagnia russa Ross Engineering, pronta a spendere milioni di euro per comprare l'archivio, Tommaso, Francesco, Antonio e Leonardo Festari hanno accettato di collaborare con le amministrazioni pubbliche cedendo su alcuni punti che erano stati dichiarati essenziali da parte di queste ultime, tra cui il vincolo pertinenziale. Gli eredi e i compratori russi avrebbero deciso di accettare il vincolo cosicché le carte, salvo deroghe speciali, resteranno in Italia nella casa-museo di via XX Settembre ad Arezzo appena verrà perfezionata la vendita ai russi. Il contratto potrebbe ormai essere una questione di pochi giorni. Sembrano rimossi tutti gli ostacoli che avevano fatto temere ai Festari uno stop a questo affare gigantesco. Una svolta che, dopo un anno di polemiche attorno alla paventata cessione dell'archivio, sarebbe frutto di un cambio di strategia da parte dei fratelli Festari, figli del conte Giovanni morto nell'ottobre 2009. I legali vicini alla famiglia hanno infatti spiegato che è stato rimosso anche l'ultimo "vincolo" che gravava sul prezioso bene culturale. Sull'archivio, infatti, era stato disposto un pignoramento da ottocentomila euro, disposto dal giudice del tribunale di Pisa, su richiesta di Equitalia, la società di recupero crediti del fisco. La famiglia Festari doveva allo Stato quasi un milione di euro che sono stati pagati in questi giorni dalla vendita di una proprietà della famiglia. Caduto anche questo "vincolo", la vendita dell'archivio non dovrebbe incontrare altri ostacoli. S.C.
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