Il club di appassionati La Gherardesca si racconta
Se il brivido corre al volante di un'auto d'epoca
Francesca Lombardi
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CASCINA. Prove di abilità da affrontare rigorosamente al volante di un'auto d'epoca ovvero più vecchia di 20 anni. Questa la caratteristica delle manifestazioni organizzate dal club automobilistico "La Gherardesca", eventi creati per numerosi appassionati della cosiddetta regolarità automobilistica. «Si tratta di una serie di percorsi, alcuni addirittura con vari tipi di ostacoli come birilli o balle di fieno, nei quali si deve rispettare il più possibile un tempo prestabilito - spiega Giancarlo Catarsi, responsabile della commissione motorismo del Centro Sportivo Italiano al quale il club cascinese aderisce - non ha niente a che vedere con il rally, non conta la velocità, anzi durante il percorso il limite massimo consentito è di 40 km orari». Insomma una velocità tale da evitare qualsiasi pericolo per i piloti e anche per il pubblico che magari osserva queste vecchie macchine impegnate in gincana su una piazza chiusa al traffico per l'occasione. In pratica, arrivare una frazione di secondo prima oppure dopo un certo tempo comporta penalità per il pilota e il suo navigatore, che ha l'importante compito di indicare la strada e cronometrare il percorso. «Il ruolo del navigatore è importantissimo - sottolinea Catarsi - basta un piccolo errore nel premere il tasto del cronometro per mandare fuori il pilota alla guida». Così se l'auto non deve essere potente né lussuosa, basta anche la macchina del nonno in garage per intendersi, e l'abilità del pilota conta al punto giusto, la bravura del navigatore è fondamentale: se sbaglia tutta la gara viene compromessa. Il feeling tra chi tiene le mani sul volante e chi siede accanto è la base. «Non è un caso che spesso salgano sulla stessa auto moglie e marito oppure padre e figlio - afferma ancora Giancarlo Catarsi - anzi, se vogliamo, questa attività ha anche un risvolto sociale, visto che magari il padre trasmette al figlio ancora minorenne e senza patente la passione per questa disciplina. Così chi non può guidare diventa navigatore e padre e figlio passano una giornata insieme». È come se queste gare di regolarità automobilistica avessero il potere di rafforzare il legame con i figli anche in un'età non semplice come quella dell'adolescenza. Affiatamento con il pilota e precisione nel rilevare con il cronometro i vari passaggi sono le doti del navigatore perfetto che, con un po' di allenamento, può arrivare a soli 10 centesimi di errore ad ogni giro. Nel pilota contano sicuramente i riflessi ma è importante ancor di più l'esperienza. «Conosco persone che alla soglia degli 80 anni riescono a fare buoni tempi - conferma Catarsi - non c'è un'età massima». Poi anche per i vari comuni ospitanti si tratta di eventi utili per la promozione del territorio.
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