Il Tirreno

Pontedera

Flessibili, così vola il fatturato

Andreas Quirici
William Fogli mostra un reparto dell’azienda che dirige
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William Fogli mostra un reparto dell’azienda che dirige

Plastitalia: «Il segreto? Diversificare la produzione»

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 FORCOLI. Un'azienda che cresce, salva posti di lavoro, ne crea di nuovi, raddoppia il fatturato e pensa anche a un allargamento. Possibile in un momento di crisi come quello attuale? Come si fa? «Allargando il raggio dei settori e del parco clienti. Così, si possono sfruttare gli andamenti dei vari mercati e diversificare veramente».  Il concetto di William Fogli è chiaro. La sua Plastitalia ha attraversato i problemi di tutti nel 2009 con un -40% di fatturato che ha dato il la a un cambio di rotta. Da quel momento in poi, l'impresa attiva nello stampaggio delle plastiche ha acquisito un'altra azienda, fondato una ditta di cablaggi e assemblaggi e rilevato un'officina meccanica. Tutti movimenti che hanno permesso di spaziare in vari campi e di rimettersi in piedi in questo 2010. E per il 2011? «L'obiettivo è mantenere i livelli dell'ultimo anno - spiega Fogli - e considerate le prospettive credo che ce la potremmo fare. Di questi tempi è già un bel risultato». Ma c'è un'altra particolarità nel modo di gestire il gruppo di aziende che fanno capo a Plastitalia: nessuna (o quasi) commessa da Piaggio. «Anche se nei prossimi mesi potrebbero esserci sviluppi in questo senso», ammette l'imprenditore forcolese. La spiegazione sta nella crisi dell'indotto del colosso pontederese delle due ruote, con alcune aziende di stampaggio di plastica in difficoltà e che potrebbero cedere lavoro. «Stiamo alla finestra e vediamo quel che succede - riprende - anche se non credo che saranno volumi eccezionali. Finora abbiamo mantenuto una quota davvero minima da Piaggio, perché saremmo stati solo terzisti di altrettanti fornitori, con relativi bassi margini di profitto. Se si trattasse di essere collaboratori diretti sarebbe un altro discorso». In pratica, quel che succede con i circa 40 clienti, acquisiti in Toscana, ma anche fuori dai confini regionali, con Plastitalia tratta direttamente. Si va da chi fa cuscinetti agli ombrellifici, passando per il settore dell'arredamento. «Se un settore è in crisi e un altro va bene riusciamo a compensare e a salvare i conti», spiega ancora Fogli.  Diversificazione. Quella che è un po' mancata all'indotto Piaggio. «Facciamo fatica - spiega Fogli - ma ci salviamo: c'è chi ci commissiona lavoro in base alle esigenze del giorno. Siamo flessibili e diciamo sempre di si. Da noi, forse in troppi si sono legati esclusivamente a Piaggio, sfruttando i grandi numeri del passato, ma con poca lungimiranza sul futuro». Un metodo che ha permesso quasi di raddoppiare il fatturato e il numero dei dipendenti: da 700mila a 1,2 milioni di euro e da 9 a 23 lavoratori. «Con le acquisizioni e la creazione di una nuova azienda - racconta - abbiamo salvato il personale delle vecchie imprese e dato lavoro a 9 persone, utilizzando anche un po' di operai sotto contratto con le agenzie interinali. Se arriveranno le commesse da Piaggio avremo bisogno di ulteriore personale, anche se probabilmente si tratterà, intanto, di rapporti a termine, visto che non c'è certezza di ordinativi prolungati nel tempo dalla casa pontederese».

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