Il Tirreno

Pontedera

L’organizza oggi la contrada San Bartolomeo a Paterno. Il ricavato a “Il Melograno”

Pranzo di beneficenza per i disabili

2 MINUTI DI LETTURA





 CASTELFRANCO. La contrada San Bartolomeo a Paterno di Castelfranco di Sotto, con il patrocincio del Comune di Castelfranco di Sotto e in collaborazione con l'Asl 11 di Empoli e la cooperativa Colori, organizza per oggi un pranzo di beneficenza nella propria sede di via fratelli Rosseli a Castelfranco.  Il ricavato dell'iniziativa sarà devoluto alla comunità alloggio disabili "Il Melograno", struttura situata all'interno dell'ospedale "Selene Menichetti" e che tutti i castelfranchesi conoscono come "l'ospedalino".  L'obiettivo è quello di garantire agli ospiti de "Il Melograno" un piccolo soggiorno estivo in una località di villeggiatura ed eventualmente la realizzazione di altri progetti.  L'iniziativa del pranzo di beneficenza è nata in seguito alla collaborazione tra "Il Melograno" e la contrada San Bartolomeo, ormai attiva dal 2009 e che ha già portato alla realizzazione di alcuni progetti riguardanti sia le attività esterne degli utenti, sia la promozione e la conoscenza all'esterno della struttura. In generale, l'obiettivo della collaborazione che si è creata tra la contrada San Bartolomeo e "Il Melograno" è quello di creare un rapporto tra l'interno, rappresentato da questa comunità per disabili, e l'esterno, rappresentato dai castelfranchesi, da sempre sensibili alle vicende dell'ospedalino "Menichetti".  A questa iniziativa ha aderito con entusiasmo l'assessorato alle politiche sociali del Comune di Castelfranco di Sotto che ha concesso il patrocincio, mentre l'Asl 5 di Pisa e la cooperativa Colori, che gestisce il "Melograno" e la residenza sanitaria assistita del "Menichetti", stanno collaborando per promuovere l'iniziativa.  Per informazioni e prenotazioni riguardanti il pranzo si può contattare il 328 2139180 o il 328 5533926.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino