Il Tirreno

Pontedera

Impiegato di un grande magazzino oggi davanti al giudice per detenzione di materiale pedopornografico

Scaricava film hard con bimbe: alla sbarra

Candida Virgone
Un’aula giudiziaria
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Un’aula giudiziaria

Denunciato al termine di una operazione della Polposta di Catania

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 PISA. Accusato di aver scaricato da internet video e foto hard con protagoniste bambine, in un pied à terre che aveva vicino alla sua abitazione, lontano dagli occhi dei familiari. Per rispondere di detenzione di materiale pornografico, articolo 600 quater del codice penale, compare oggi in tribunale, davanti al giudice monocratico Donato D'Auria e al pubblico ministero Antonio Giaconi, il dipendente di un grande magazzino pisano, un impiegato di 47 anni che vive a Cascina con la sua famiglia. Taciamo l'identità dell'imputato in base alla legge sulla privacy, in quanto l'accusa si riferisce ad episodi attinenti la sfera sessuale: il suo nome verrà fatto solo se la sentenza finale ne vedrà la condanna.  L'impiegato è difeso dalle avvocate Irene e Isabella Saba, del foro di Pisa.  Nell'ambito di una grossa operazione condotta qualche tempo fa sull'intero territorio nazionale, che si è conclusa con una raffica di denunce, decine e decine, su tutta la penisola, gli agenti della polizia postale di Catania sono arrivati sulle tracce del cascinese.  Era nel mirino degli inquirenti con diversi nagivatori che avevano scaricato video hard da vari siti, ed in particolare da uno in Belgio che offre materiale in cui sono ritratte bambine anche piccolissime, in situazioni inequivocabili quanto inquietanti.  Quando scattarono le denunce, gli agenti della polposta siciliana hanno eseguito fra Pisa e Cascina tre perquisizioni: a casa dell'imputato, sul luogo di lavoro e nel pied à terre dove l'uomo, secondo l'accusa, aveva installato alcuni pc da cui scaricava il materiale che appariva interessante ai suoi occhi. Per gli inquirenti si tratta appunto di video e immagini inequivocabili; l'imputato però si è sempre difeso confermando di essere un appassionato di pornografia, ma specificando di essere incappato casualmente in qui filmati, di cui non conosceva l'esatto contenuto, e di averli scaricati solo per errore, cosa che può capitare quando si naviga su internet. Di parere diverso la pubblica accusa che, al termine dell'indagine, lo ha rinviato a giudizio.  Il processo si è già aperto con la deposizione degli agenti che effettuarono le perquisizioni, mentre oggi sono chiamati a deporre davanti al giudice gli autori dell'indagine, due uomini della polposta catanese.  Chiunque - recita l'articolo 600 quater - al di fuori delle ipotesi previste dal 600 ter, che riguarda la pornografua minorile, consapevolmente si procura o detiene materiale pornografico realizzato utilizzando minori di 18 anni, è punito con la reclusione fino a 3 anni e una multa non inferiore a 1.549 euro. Pena che aumenta a seconda della quantità del materiale.

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