Il Tirreno

Pontedera

La guerra di mafia porta a Ponsacco

Sabrina Chiellini
La guerra di mafia porta a Ponsacco

In manette un muratore di 41 anni accusato di concorso in omicidio

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PONSACCO. A distanza di due anni dal primo fermo di Alessandro D'Amato, originario di Melfi, poi scarcerato dal gip di Pisa, nuovamente arrestato a Potenza e oggi collaboratore di giustizia le cui rivelazioni hanno permesso di fare luce su tre brutali omicidi commessi nel Vulture-Melfese, nell'ambito di una guerra fra clan mafiosi rivali, un altro muratore originario di Melfi è stato arrestato a Ponsacco. Una vasta operazione con cinque arresti: nella cittadina del mobile è finito in manette Nicola Lovisco, 41 anni, muratore con interessi a Melfi, sua città d'origine. Qui ha conservato la residenza e svolge lavori sia nel settore dell'edilizia che come autista. Insomma non risulta avere un'identità ben definita per cioò che riguarda la professione.  Ieri all'alba i carabinieri hanno dato esecuzione alle cinque ordinanze di custodia cautelare in Basilicata e nelle province di Torino e Pisa. L'operazione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Potenza e denominata "Gattopardo", è stata condotta dagli agenti della sezione criminalità organizzata della squadra mobile di Potenza e dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Potenza. Gli arrestati sono esponenti dei clan Cassotta e Delli Gatti: gli omicidi sui quali gli investigatori hanno indagato sono quelli di Rocco Delli Gatti (nell'ottobre 2002), Domenico Petrilli (nel febbraio 2003) e Marco Ugo Cassotta (nel luglio 2007). Lovisco è stato chiamato in causa (concorso in omicidio) dalle dichiarazioni di D'Amato che si autoaccusa di essere l'esecutore dell'uccisione di Marco Ugo Cassotta. Da questo efferato delitto ha preso il nome l'operazione: nel luglio 2007 Marco Ugo Cassotta, di solito molto prudente, esce in auto con Alessandro D'Amato. Quest'ultimo che gli spara, nelle campagne di Melfi, perchè ha deciso di passare dal clan dei Cassotta a quello dei Delli Gatti e l'omicidio è il suo biglietto d'ingresso. L'incendio del cadavere e il suo smembramento un dettaglio macabro. Il «Gattopardo» è lui, cambiare clan per lasciare tutto immutato.  I cinque arresti sono stati ordinati dal gip distrettuale di Potenza, Gerardina Romaniello, su richiesta del pm della Dda, Francesco Basentini. Alessandro D'Amato, come Lovisco che ha precedenti di polizia giudiziaria, si era trasferito a Ponsacco per ragioni di lavoro. Qui era stato fermato una prima volta nel 2008 in quanto indagato per l'omicidio di Casotta. Era però tornato in libertà nei giorni successivi al fermo. Successivamente, nel corso del 2009, era stato nuovamente arrestato in provincia di Potenza nell'ambito della stessa indagine e successivamente è diventato collaboratore di giustizia.  Alle parole di quest'ultimo, che ha lavorato a lungo con Lovisco, sono stati trovati riscontri definiti «importantissimi» dal procuratore della Repubblica di Potenza, Giovanni Colangelo, e che sono alla base dell'operazione "Gattopardo" che ha portato polizia e carabinieri ad arrestare le cinque persone ritenute coinvolte negli efferati delitti avvenuti nel Melfese tra il 2002 e il 2007.  Le dichiarazioni di D'Amato hanno permesso di trovare anche armi, bossoli e anche altre tracce per confermare le dichiarazioni stesse. I tre crudeli omicidi avvennero nell'ambito della guerra tra i clan rivali dei Cassotta e dei Delli Gatti: l'ultimo, quello di Marco Ugo Cassotta, nel 2007, fu deciso e attuato per segnare il passaggio del suo esecutore materiale all'altro clan. Lovisco il 6 novembre 2007 venne arrestato a Ponsacco dalla questura di Pisa dopo una perquisizione domiciliare richiesta dalla procura di Potenza, a distanza di pochi mesi dal delitto di Cassotta. In casa gli venne trovata una pistola calibro 22 con matricola abrasa. Anche ieri la palazzina dove Lovisco vive è stata perquisita.

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