Il Tirreno

Pontedera

Sono senza acqua, chiedono al Comune di attivare un pozzo

Rubinetti a secco in alcune zone del Monte Pisano
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Rubinetti a secco in alcune zone del Monte Pisano

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 VICOPISANO. L'acqua potabile resta un miraggio per alcune famiglie che abitano sul Monte Pisano, in località San Jacopo e La Torre. Case sparse, difficilmente raggiungibili - se non a costi elevati - dalla rete idrica pubblica. Il Comune ha finanziato la costruzione di un pozzo spendendo circa 350mila euro. Ma tra un contenzioso con il Tar (Tribunale amministrativo regionale) e i soliti contrattempi dei cantieri, l'acqua non arriva nelle case.  La protesta è arrivata di conseguenza. «Sono tre anni che ci promettono un intervento per risolvere la situazione - protestano alcuni abitanti della zona interessata dal disservizio -. A dire il vero sono cinquant'anni che andiamo a prendere l'acqua sul monte a una sorgente. Ma in questi giorni siamo in difficoltà, i rubinetti sono asciutti e i disagi aumentano sempre di più. In località La Torre, per esempio, c'è chi va a prendere l'acqua nel rio per lavarsi. Non credo ci siano grandi garanzie per la nostra salute. Acque spa e il Comune conoscono bene la situazione. È stato fatto un pozzo ma poi tutto è rimasto fermo. Nessuno ci sa spiegare cosa è successo. Sono stato in Comune, all'ufficio tecnico, e mi hanno detto che è tutto bloccato».  Abbiamo rivolto la stessa domanda all'amministrazione comunale.  Il sindaco, Juri Taglioli, è meno pessimista dei cittadini. Conosce perfettamente il problema e non lo nasconde.  «C'è stato un ricorso al Tar che ha rallentato molto il nostro intervento - dice -. Il Comune ha investito 350mila euro per portare l'acqua sul monte. Ma il proprietario del terreno che è stato individuato per realizzare il pozzo non era d'accordo con questa scelta e si è rivolto al Tribunale amministrativo regionale facendoci perdere un po' di tempo. Ora il pozzo è stato finito. Ma l'acqua non può essere usata per scopi potabili. Deve essere monitorata per circa un anno, secondo quanto richiesto dall'Asl. Abbiamo pensato di allestire un deposito provvisorio. L'acqua però non sarà potabile. L'azienda, incaricata dei lavori, si è impegnata ad attivare il contatore della corrente e la distribuzione dell'acqua del deposito prima di Natale. Speriamo di riuscirci. Di più non è stato possibile fare. Il Comune si è fatto carico dei costi, anche se di fatto la gestione dell'acquedotto è affidata ad Acque spa».  Il sindaco, pur consapevole delle difficoltà, non può fare a meno di confermare anche che questa situazione va avanti da molti anni e che riguarda le case sparse in collina.  «Non credo si tratti di più di venti famiglie - dice il primo cittadino - ci sono poi alcune seconde case. Per i proprietari che vivono altrove i disagi sono minori».  La stessa zona collinare è stata al centro di una verifica dei carabinieri per presunti abusi edilizi. Questo fatto e le contestazioni sulla scelta del terreno dove realizzare il pozzo hanno creato non pochi malumori tra i cittadini.

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