Il Tirreno

Pontedera

Tanta gente all’assemblea in sala Carpi. Una relazione choc quella dell’oncologa ed ematologa Gentilini

Manifestazione di piazza contro il dissociatore

Andreas Quirici
Un momento dell’incontro pubblico sul dissociatore molecolare
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Un momento dell’incontro pubblico sul dissociatore molecolare

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 PONTEDERA. Una manifestazione in piazza per le prossime settimane si prospetta come l'ennesima tappa di partecipazione al dibattito attorno al dissociatore molecolare che Ecofor service ha intenzione di realizzare a Gello. E' stata annunciata l'altra sera in una sala Carpi colma di persone.  La gente era accorsa per assistere al dibattito a cui ha partecipato anche Patrizia Gentilini, oncologa ed ematologa. Un'assemblea attesa anche per gli inviti agli amministratori locali, ma nessun esponente degli enti è stato avvistato in sala. «La proposta di scendere in piazza è forte e sarà inevitabile fare qualcosa», è stato detto durante l'incontro, frase che ha ricevuto l'applauso della platea. In più di un intervento del pubblico si è sentito l'invito a "manifestare" ed è molto probabile che qualcosa accadrà. Nelle due ore precedenti, Angelini aveva raggelato gli spettatori citando studi medici e prospettando un punto di non ritorno per la salute dei cittadini.  «L'inquinamento agisce sui metodi di trascrizione dei genomi - ha spiegato - creando danni epigenetici. Non è azzardato affermare che un po' tutte le malattie sono da ascrivere all'inquinamento. E siccome bruciare è sempre un errore, anche gli impianti che utilizzano la combustione per risolvere il problema dei rifiuti creano danni irreparabili alle persone». La dottoressa ha citato anche studi epidemiologici su popolazioni esposte alle emissioni di inceneritori per rifiuti e i principali effetti segnalati come danni al sistema respiratorio, stanchezza e malessere nei bambini, malformazioni congenite, disordini ormonali, diabete, patologie cardiovascolari e tumori.  Sotto accusa anche le Pm10 «e la situazione diventerà ancora più difficile per i nostri organismi, perché le nuove tecnologie creeranno particelle sempre più piccole, capaci di penetrare più a fondo nel corpo umano. Con gli impianti di incenerimento diventiamo tutti fumatori passivi e lo dimostrano anche gli studi effettuati nei dintorni di molti siti e sul flusso dei venti che trasportano gli inquinanti».  Un quadro descritto nel massimo silenzio con un clima di viva preoccupazione. Il tutto in attesa che nei sei mesi di partecipazione pubblica per discutere del progetto la situazione si chiarisca.

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