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«E un disservizio vergognoso, neppure un cartello per avvisarci»
In fila per la pensione ma i soldi sono finiti: è protesta
Francesca Suggi
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Utenti in fila allinterno di un ufficio postale 2 MINUTI DI LETTURA
PONSACCO. Quaranta minuti di fila davanti allo sportello per sentirsi dire "Mi dispiace, i soldi sono terminati". Sono le 11 all'ufficio postale di Ponsacco e tante persone in attesa di riscuotere la pensione vengono rispedite al mittente. A mani vuote. E' un lunedì mattina di proteste quello che va in scena in via Rospicciano. Di persone che reclamano di aver ricevuto la stessa risposta anche sabato scorso. «Ho la delega per riscuotere la pensione di mia madre novantenne che oggi parte e sta via per tutte le feste natalizie e con quei soldi doveva fare compere e regali», è scocciata Silvana. Lei abita a Ponsacco e racconta di aver subito lo stesso disservizio anche lo scorso anno, sempre sotto le feste di Natale. Le fa eco una vicina di fila: «Io con quei soldi devo pagare bollette e ho varie scadenze». Rimbalza di bocca la domanda «Ma quando potremo avere i nostri soldi?». Le risposte sono vaghe. Si chiede alle persone di tornare il giorno dopo. «Qui se non si viene all'apertura è sempre la stessa storia, eppure non avvertono neppure con un cartello che i soldi sono finiti e ti obbligano a fare la fila, oltretutto». La gente è un fiume in piena. Da una parte ci si lamenta del disservizio e si fa appello al diritto di ognuno ad avere i soldi che spettano e dall'altra le critiche si scagliano contro il metodo adottato dall'ufficio postale. Non un cartello di avviso, nessuno che si occupa di far evitare agli utenti la fila prima di arrivare allo sportello. «Sembra una scena da dopoguerra, con decine di persone in fila ad aspettare un pezzo di pane. E' una verogna». Dal canto di Poste, difficile trovare un riscontro o riuscire a parlare con un responsabile per capire le ragione del disservizio. Il numero di telefono riportato sulle Pagine Gialle è costantemente occupato, forse fuori uso.
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