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Una carta con i diritti dell'anziano
Emanuele Turini
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LARI. Abbattere il muro della diversità e concretizzare il principio di uguaglianza delle persone. Questi sono in sintesi i valori che hanno ispirato la Carta per le pari opportunità e l'uguaglianza sul lavoro, adottata dall'Italia nel 2009 sulla scia dell'esperienza francese e tedesca e che è oggi è realtà anche a Lari con l'adozione del documento da parte della fondazione onlus casa di riposo Belvedere. Nata nel lontano 1928, la casa di riposo ha subito negli anni profonde trasformazioni che l'hanno portata ad essere una struttura d'eccellenza che conta 65 posti letto con 45 dipendenti e la collaborazione di alcune suore. «L'obiettivo primario della fondazione - dice il presidente Massimo Novi - è quello di porre al centro di ogni attività l'anziano, coinvolgendolo in prima persona nell'assistenza e nei servizi a lui diretti, riconoscendone il valore umano, il rispetto e la dignità». Chiara Menichetti, direttrice della fondazione, ha sottolineato che «l'intento della casa di riposo è quello di affrontare il quadro complessivo della non autosufficienza dell'anziano grazie alle varie professionalità presenti nella struttura. Chi lavora nel settore sociale spesso si trova ad affrontare sfide emotive e professionali che non sono facili da gestire; l'intento della Carta per le pari opportunità è quello di far si che lavorando serenamente si possano offrire servizi migliori. Il documento adottato è frutto di un lungo lavoro della commissione per le pari opportunità di cui hanno fatto parte una rappresentanza dei lavoratori della struttura: Irene Falchi, Sonia Agostini, Valeria Pino, Jonna Pelwska e Alessandra di Santo». Un percorso tutto in salita: «Siamo consapevoli delle difficoltà che ci sono a concretizzare gli obiettivi della carta - ha detto Novi -. La commissione continuerà il suo lavoro perché il documento venga condiviso e conosciuto da tutti. Tra le attività della fondazione ha un ruolo importante anche l'animazione che vuole stimolare le potenzialità cognitive, affettive e relazionali degli ospiti, basandosi sul rispetto dell'individualità delle persone».
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