Il presidio
La Parte di Mezzogiorno alza la voce e chiede strutture
Guido Bini
Duecento persone alla "Cena del combattente": dopo numerosi anni torna lo spirito di unità
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SAN FREDIANO. Prima che gli anziani del Gioco facciano le loro scelte (le nuove nomine sono attese entro fine anno) la Parte di Mezzogiorno mostra i muscoli e chiede strutture adeguate per i propri uomini. Alla "Cena del combattente" di venerdì sera, svoltasi a San Frediano, la parte astrale ha messo insieme oltre duecento persone, con le sei squadre praticamente al completo e uno spirito di unità e compattezza che non si vedevano da anni. «È l'ennesima dimostrazione che il Gioco del Ponte non si ferma mai - ha commentato il generale della Parte Vito Ardito - e che finalmente Mezzogiorno c'è. A questo punto quello che manca sono strutture adeguate per gli allenamenti, promesse da anni e mai realizzate dal Comune di Pisa, e certezze sul futuro del Gioco, con programmi e investimenti chiari da subito, senza che come al solito si aspetti giugno». Oltre ai combattenti e al comando, alla cena hanno partecipato numerosi figuranti e collaboratori, appartenenti sia alle magistrature sia ai corpi armati. Il luogotenente di Parte Renzo Ciangherotti ha quindi premiato i "combattenti veterani", riconoscimento che il prossimo anno andrà a tutti quei combattenti che avranno spinto per Mezzogiorno per almeno tre anni edizioni. «Veterani non vuol dire anziani - ha precisato il luogotenente - ma bensì combattenti che hanno dimostrato affezione per Mezzogiorno rappresentando valorosamente la Parte sul Ponte, e per questo divenuti un valido esempio da seguire per i compagni». A consegnare i premi insieme a Ciangherotti anche Fabio Bonannini, amministratore delegato dalla Montalbano Agroalimentare. A conclusione il tradizionale taglio della torta. «Che Mezzogiorno sia capace di ritrovarsi a dicembre - ha osservato ancora Ciangherotti - con questo spirito e con questi numeri, creso sia un segnale forte, da tenere in considerazione. Servono però certezze, e l'auspicio è che il Consiglio degli anziani provveda quanto prima a nominare i comandi». Fallito l'esperimento della fondazione, da Mezzogiorno arrivano quindi indicazioni forti per far ripartire il Gioco dal basso, attraverso il coinvolgimento della gente.
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