Decentrata la medicina sportiva
Filippo Bernardeschi
L'Asl chiude i propri ambulatori preferendo affidarsi a specialisti esterni
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VOLTERRA. Anche all'ospedale di Volterra la medicina dello sport chiude parzialmente i battenti. La strategia adottata dall'Asl 5, almeno per i mesi di novembre e dicembre, prevede di decentrare il servizio, preferendo convenzioni con medici esterni piuttosto che mantenere aperti ambulatori all'interno delle strutture ospedaliere pubbliche. Il risultato è che tre ambulatori su quattro, nelle tre zone di competenza dell'azienda, sono stati temporaneamente soppressi. A Volterra (unica città ad avere avuto il servizio completamente pubblico anziché misto, dicono dall'Asl) per il momento rimane operativo un solo centro, aperto per due ore, una volta al mese contro le quattro di un tempo. Per il resto, si sfrutta la convenzione stipulata a gennaio col medico esterno, dottor Marco Martini. La scelta non ha mancato di suscitare perplessità nel mondo dell'associazionismo sportivo e in quello politico. Dall'Asl comunicano che si tratta di «una strategia sperimentale volta al risparmio». Durerà almeno fino a gennaio del nuovo anno, poi, alla luce dei risultati, si deciderà se cambiarla o proseguire sulla strada del decentramento. In particolare, il risparmio, informano dall'Azienda, «riguarda il personale infermieristico, che potrà essere impiegato in altri settori». Ma quali sono le ragioni di questa nuova politica? La risposta, ancora una volta, arriva dall'Azienda. Precisamente dai vertici del dipartimento di prevenzione, che amministra anche la medicina dello sport, secondo cui «la convenzione col medico esterno garantisce un risparmio economico». Un altro motivo ci viene comunicato dall'ufficio stampa dell'Asl: l'eccedenza nell'offerta del servizio rispetto alla domanda. In altre parole, secondo l'Asl, erano poche le richieste di visita in relazione ai posti dove si potevano effettuare: «Considerando che il contratto col dottor Martini prevede 400 visite annuali - informano - e vista la pressoché inesistente lista d'attesa del settore, la convenzione appare più che sufficiente a soddisfare le esigenze». In effetti, il nuovo assetto sembra reggere: le visite (comunque pagate dall'Asl) vengono svolte a tempo pieno. Ma c'è anche chi nutre dubbi di carattere politico: «Come delegato alla sanità credo che la medicina di ogni tipo, compresa quella sportiva - commenta Loriano Fidanzi, consigliere comunale a Pomarance - debba essere praticata all'interno delle strutture pubbliche. So, ad esempio, di un dottore specializzato nello sport che, pur facendo parte dell'organico di Volterra, pratica l'attività di medico sportivo a Pontedera. Non sappiamo come andranno le cose in futuro e, visti i tempi che corrono - conclude Fidanzi - sarebbe meglio evitare di decentrare eccessivamente il servizio».
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