Il Tirreno

Pontedera

Troppe ditte non pagano i contributi ai dipendenti evasi più di 6 milioni

Utenti in attesa in un recapito dell’Inps
◗
Utenti in attesa in un recapito dell’Inps

3 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. Furbizia, necessità, opportunismo. Il mondo del lavoro si riscopre più "nero" del previsto. Lo dicono i risultati dell'attività ispettiva dell'Inps e lo testimoniano i dati allarmanti. Crescono il sommerso e la cifra dei contributi evasi. L'irregolarità ha raggiunto alti livelli e la fotografia della nostra provincia è impietosa. Atteggiamenti più o meno giustificabili dalla contingenza, dalla crisi ma sempre dannosi dal punto di vista sociale.

In un anno, gli ispettori dell'istituto previdenziale hanno eseguito complessivamente 631 accertamenti. Imprese sotto inchiesta dove, al di là del patologico, non si pagano i contributi previdenziali e non si versano neppure le ritenute dallo stipendio, perché è difficile far quadrare i conti senza rinunciare alla produzione. Commesse non pagate, in ritardo o a singhiozzo rendono improbabile avere la liquidità per onorare gli impegni. Così gli imprenditori stretti in una scala di priorità, scelgono tra la preoccupazione di assicurare gli stipendi e quella di onorare, per quanto possibile, i fornitori, la più urgente.

E i numeri fanno impressione. Durante le visite degli ispettori Inps sono stati accertati contributi non pagati per un totale di 6 milioni e 132.192 euro. Ci sono insomma 9 imprese su 10 non in regola tra quelle controllate. Realtà al nero, esattamente come i 532 casi scoperti di dipendenti irregolari. Quasi uno per ogni azienda passata ai raggi X. Lavoratori trovati in giro per le fabbriche, i laboratori e soprattutto, dicono dall'istituto, per i cantieri edili. E stiamo parlando solo di quelli scoperti, forse una percentuale minore rispetto al totale.

Dal cassaintegrato che arrotonda spinto dal bisogno all'inoccupato impegnato in una corsa che è sempre più al ribasso. Tanti gli stranieri, albanesi e marocchini che del mestiere del muratore irregolare fanno di necessità virtù. Un sommerso che tra evasioni accertate e sanzioni si declina in oltre 6 milioni di euro non entrati nelle casse statali. E che ha permesso alla stessa Inps di recuperare oltre 1 milione e 54mila euro. Anche se, nonostante le azioni mirate al ritorno dei crediti, la stragrande maggioranza dei recuperi non va a buon fine perché magari si perde in oscure vie legali o in lunghe operazioni esattoriali.

Di fatto, le verifiche non dipendono dalla buona o cattiva sorte dell'azienda. Gli ispettori Inps non scelgono a caso le ditte da visitare, ma in maniera mirata attraverso controlli incrociati tra banche dati, per esempio con quelle della Camera di commercio e di altri enti pubblici. Ciò consente una scrematura e spiega l'elevato numero di risultati positivi ottenuti sul campo. Altre volte può succedere invece che si inneschi una sorta di effetto domino. Che si cominci ad analizzare un luogo e se ne scopra un altro, sommando indizi, approfondendo tracce più o meno velate. Oppure che si scoprano aziende costituite ad hoc, per le assunzioni fittizie che in realtà risultano poi mere scatole vuote. Ele cifre confermano i settori che più di altri stanno arrancando, come il manifatturiero, l'edilizia e il commercio. Ma non sono esaustive.  A studiare il sommerso non sono solo gli ispettori dell'Inps. È un fronte su cui sono impegnati anche gli uomini dell'Ufficio del lavoro, la Guardia di finanza, le forze dell'ordine, l'Inail e, a volte, l'Asl.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web