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Chiude l'alimentari Ficini un altro pezzo di storia che abbassa la saracinesca
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È il 1976: Elio Ficini riceve LAquila doro Settant'anni di attività con due generazioni protagoniste dopo il forfait di Caterina, anche Grazia ha deciso di lasciare
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ORENTANO. Un'altra tipica e storica "bottega di paese" chiude i battenti. Si tratta dell'alimentari e rivendita di pane, frutta e verdura di Grazia Ficini, situata lungo la centralissima via Martiri della Libertà. Un'attività nata nel 1940 e sempre gestita a conduzione familiare. Settant'anni di storia, due generazioni che si sono susseguite cercando di resistere all'invadenza dei centri commerciali. Siamo negli anni che precedono l'inizio della seconda guerra mondiale, da queste parti il lavoro quando c'è è occasionale e soprattutto non dà sicurezza per il futuro. Diverse famiglie decidono di lasciare il paese natio in cerca di un lavoro gratificante che possa dare sicurezza a loro ed ai propri figli ma c'è anche chi pensa di giocarsi in casa le proprie chance lavorative. Sono anche gli anni in cui Elio Ficini e Iva Banti sanciscono il proprio "sì" davanti all'altare della chiesa di San Lorenzo a Orentano. Indubbiamente per le rispettive famiglie sono momenti di festa ma la luna di miele è di breve durata poiché Elio è chiamato alle armi per il conflitto bellico. Sola, ma con grande coraggio e tanta volontà, Iva decide di non stare con le mani in mano e apre un'attività alimentare. «Sì - ricorda la figlia Grazia - la mamma in quegli anni si è data tanto da fare per avviare l'attività e raccontava sempre che per poter avere in negozio prodotti di qualità quasi tutte le mattine andava in bicicletta al mercato a Castelfranco per acquistare frutta e verdura che successivamente rivendeva alle famiglie del paese». Nel corso degli anni le ubicazioni dei fondi commerciali dell'attività Ficini cambiano diverse volte in cerca di una posizione ottimale da poter sviluppare l'attività. Il definitivo salto di qualità arriva nel 1960. «In casa c'era il desiderio di incrementare e dare un nuovo impulso al negozio - commenta la figlia -, le possibilità finanziarie non erano delle più rosee, ma i miei genitori decisero ugualmente di affrontare una nuova "avventura" commerciale». Infatti, Elio e Iva con l'apporto delle figlie Caterina e Grazia decidono di acquistare un appezzamento di terreno nel centro del paese dove costruiscono un immobile ad uso commerciale per svolgere l'attività di alimentari, pizzeria-trattoria e sala da ballo. La scommessa dei coniugi Ficini è vincente. Lo sviluppo dell'attività è sotto gli occhi tutti. Nel 1965 i due settori commerciali vengono divisi: la famiglia si mantiene il ramo alimentare, mentre la pizzeria (quella che oggi è il rinomato locale "da Benito" di Andrea Francioni) viene data in gestione. Il grande e appassionato impegno di Elio Ficini nella conduzione dell'attività non passa inosservato e nel 1976 l'Associazione commercianti di Pisa gli conferisce un prestigioso riconoscimento: "L'Aquila d'oro". Alla scomparsa di Iva (1986) e Elio (1990) l'attività viene rilevata dalle figlie. Lasciare il quotidiano contatto con il pubblico non è cosa facile ma per tutti arriva l'età della pensione laddove il rovescio della medaglia è quello di potersi dedicare ancor più alla famiglia e ai nipoti. La prima a dare forfait è Caterina e oggi anche Grazia, documenti anagrafici alla mano, ha deciso di abdicare. Un altro pezzo di storia del paese che abbassa per sempre la saracinesca.
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