Liniziativa della Pubblica assistenza
Per salvare i servizi parte una petizione
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Il presidente della Pubblica assistenza di Cascina Sergio Gamba 2 MINUTI DI LETTURA
CASCINA. Una petizione per salvare l'associazionismo e il trasporto socio-sanitario. Il presidente della Pubblica assistenza di Cascina, Sergio Gamba, guarda con preoccupazione ai tagli della finanziaria in discussione in Parlamento e che, a cascata, arriveranno a livello locale. «La scure del governo toglierà alla nostra Regione risorse finanziarie per circa 360 milioni di euro - esordisce Gamba -. Oltre 100 milioni colpiranno sanità e politiche sociali, in particolare la non autosufficienza». Che aggiunge: «La Toscana ha un capitale costituito da volontariato, associazionismo e cooperazione che concorre alla tenuta sociale del paese. Un capitale che rischia di essere compromesso tra i tagli e la riduzione del 5x1000 da destinare alle organizzazioni del non profit». «La nostra associazione ha dichiarato la propria disponibilità alla riorganizzazione del sistema di trasporto sociosanitario - racconta il presidente -. La riforma potrà però riuscire solo con le risorse per i servizi e non con tagli che pregiudicherebbero la quantità degli stessi e penalizzando così i cittadini che non hanno l'auto privata, i diversamente abili e gli anziani». E prosegue Gamba: «Le nostre prestazioni hanno già subito una contrazione a causa del ridotto numero di giovani in servizio civile volontario e abbattere ora il budget del 5x1000 costituisce un altro forte attacco al volontariato e all'assistenza per i gruppi sociali deboli. Se la manovra non cambia, le associazioni di volontariato, di promozione sociale e per la cooperazione si troveranno nell'impossibilità di assicurare la quantità e la qualità necessaria nei servizi alla comunità di appartenenza. Per questo abbiamo promosso una raccolta di firme per chiedere ai presidenti di Camera e Senato di ripristinare all'istante il 5x1000, emendando subito la legge di stabilità approvata il 19 novembre dalla Camera. E'possibile sottoscrivere la petizione nella nostra sede di Viale Comaschi».
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