Contro i tagli, i ragazzi salgono sul palco durante la Festa della Toscana: anche le istituzioni hanno aderito
Il vescovo con il lutto al braccio
Riccardo Rinaldi
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Due momenti della protesta degli studenti del volterrano Il corteo "funebre" degli studenti invade pacificamente il teatro
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VOLTERRA. Sindaci, istituzioni e vescovo con il lutto al braccio, a sostegno della protesta degli studenti volterrani contro il decreto Gelmini, nell'incursione pacifica al teatro Persio Flacco. Le parole d'ordine erano «Andiamo lì con il lutto al braccio, tiriamo fuori cartelloni e striscioni, vestiamoci tutti di nero, prepariamo un comunicato e chiediamo di poterlo leggere salendo sul palco... tutto ciò con la massima correttezza!» e questo è stato, come conferma uno dei capofila del corteo del liceo Carducci, Jonny Guarguaglini. Centocinquanta ragazzi in tutto, alle 10 in punto, hanno effettuato un'incursione pacifica e dimostrativa, come poche se ne vedono e come se ne dovrebbero vedere, all'interno del teatro Persio Flacco mentre si svolgeva la Festa della Toscana. Alla presenza del sindaco di Volterra Marco Buselli e di Montecatini Sandro Cerri, della vice presidente della Provincia Alessandra Petreri e del vescovo Alberto Silvani, sotto gli occhi divertiti degli altri studenti e dei loro professori, il manipolo d'incursori ha fatto indossare alle autorità presenti un nastrino nero in segno di lutto. Un lutto derivato dal fatto che proprio in quelle ore a Montecitorio veniva votata la contestata riforma Gelmini. Nel rispetto dei lavori della giornata i ragazzi del Carducci hanno chiesto il permesso, e saliti sul palco hanno letto il loro comunicato, invitando i presenti a sostenere la loro protesta. «Siamo qui per gridare che la cultura e l'istruzione in ogni Paese non sono seconde a niente - leggono -. I tagli all'istruzione sono inaccettabili. Diteci (e si rivolgono ai presenti) che avete voglia di scommettere su di noi, dateci credito non con le parole, ma con i fatti. Per questo siamo qui, oggi, in lutto a parlarvi. A chiedervi sostegno, mobilitatevi con noi». Anche il vescovo non nasconde una certa condivisione: «Basterebbe che l'Italia si adeguasse per la cultuta, agli standard europei».
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