Il Tirreno

Pontedera

Rischia di saltare il corso per geometri in carcere

Francesca Suggi
Una veduta del carcere
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Una veduta del carcere

L'sos dell'istituto Niccolini: in bilico 18 posti di lavoro, lanciamo un appello alle istituzioni

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 VOLTERRA. "Salviamo il corso geometri nel carcere di Volterra". L'appello è chiaro e la scuola, attraverso alcuni prof dell'istituto Niccolini, lancia un sonoro sos alla città e alle istituzioni. «C'è il rischio che la rete scolastica ci tolga la sezione staccata del corso al Maschio per trasferirla nel sistema dei Centri provinciali per l'istruzione degli adulti», spiega Alessandro Togoli. Da ben 17 anni insegna italiano e storia agli studenti detenuti. Un legame importante che coinvolge ben 26 prof dell'Itcg volterrano. Ed è qui una delle note dolenti che si verrebbero a creare: «Se ci tolgono la sezione l'organico docenti diminuirebbe in modo vertiginoso - continua - e da 26 professori ne resterebbero 8».  Posti di lavoro che salterebbero, quindi. Insieme ad un profondo legame tra insegnanti e studenti che va avanti da oltre 20 anni. «La stessa direzione del carcere supporta questa nostra mobilitazione - puntualizza - anche perché se le cose dovessero cambiare sarebbe anche cancellato il corso dei cinque anni tradizionali, trasformato in lezioni abbreviate».  Alessandro Togoli fa una riflessione che abbraccia la natura del carcere volterrano. «Qua da noi i detenuti scontano pene lunghe, quindi è importante che ci sia un percorso didattico più incisivo anche per raggiungere risultati migliori».  Al momento l'istituto Niccolini ha fatto, come da copione, la propria proposta al Comune. Proposta che passerà al vaglio della rete scolastica provinciale e poi regionale. I tagli, se ci saranno, comincerebbero dal prossimo anno scolastico.  Intanto da sabato sulla community di Facebook è nato il gruppo "salviamo il corso per geometri nel carcere di Volterra". Centinaia già gli iscritti. «La cosa bella - conclude - è che ci sono tanti insegnanti, ma anche ex studenti del carcere e ex ragazzi del Niccolini».

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