Il Tirreno

Pontedera

È morto il pensionato colpito alla testa da una fucilata «È stato un tragico incidente»

I carabinieri sul luogo in cui è rimasto ferito Alfio Carrai poi morto
◗
I carabinieri sul luogo in cui è rimasto ferito Alfio Carrai poi morto

Parla l'avvocato che era con Alfio Carrai all'interno del capanno Le sue ultime parole all'amico cacciatore: "Guarda, c'è un tordo"

3 MINUTI DI LETTURA





 ROSIGNANO. Alfio Carrai aveva solo accompagnato l'amico a caccia. Lui non aveva neanche il porto d'armi, scaduto e non più rinnovato. E l'amico ora rischia di finire nel registro degli indagati. Con quale ipotesi di reato, il sostituto procuratore Gianfranco Petralia lo deve ancora decidere. Per Carrai non c'è stato niente da fare. Il pensionato settantunenne di Capannoli è morto ieri notte all'ospedale di Livorno dopo un disperato intervento chirurgico alla testa.  Troppo grave quella ferita che l'uomo si era procurato sparandosi accidentamente con il fucile dell'amico e concittadino, l'avvocato Leopoldo Citi, 61 anni. Alle 20 i medici ne avevano già dichiarato la morte cerebrale. Tre ore dopo l'uomo è deceduto. Il referto di morte è stato firmato alle 22,44. La salma resta a disposizione della magistratura e non è escluso - anzi è assai probabile - che stamani il dottor Petralia ordini l'autopsia. Il pm sta esaminando il rapporto dei carabinieri che hanno eseguito gli accertamenti al Fortullino, nei boschi di Castiglioncello, dove ieri mattina è avvenuta la disgrazia. Nel frattempo il pm ha messo sotto sequestro, oltre alla doppietta calibro 12 di Citi, anche il capanno dove i due amici erano andati per una battuta ai colombi. Nei prossimi giorni sentirà lo stesso Citi, unico testimone dell'incidente. E che si sia trattato di incidente non è stato mai messo in dubbio. Questo però non esclude altre responsabilità. L'avvocato rischia come minimo l'omessa custodia di armi in base all'articolo 20 bis della legge 110/'75, un reato contravvenzionale.  Intanto gli investigatori confermano la ricostruzione di cui avevamo già scritto ieri, eccetto il particolare dell'unico fucile presente sulla scena. Citi e Carrai erano andati a caccia nei boschi di Castiglioncello. Ma l'unico cacciatore era Citi. Carrai lo aveva soltanto accompagnato, come ha spiegato lo stesso avvocato. Alle sette circa i due amici erano all'interno di un capanno. Il fucile era appoggiato a una parete. «È arrivato un tordo dalla parte in cui si trovava il mio amico - ha spiegato Citi -. Mi ha chiamato: "Guarda, c'è un tordo". Poi ha preso il fucile posizionato sotto la mensola, credo lo abbia afferrato con la mano sinistra e quando ha lo ha preso con la mano destra è partito il colpo». La doppietta, un fucile a due canne giustapposte (cioè una accanto all'altra) e bigrillo (cioè con due grilletti) aveva esploso due colpi. Uno dei due aveva colpito Carrai alla testa, sul lato destro, staccandogli un pezzo d'osso sopra la tempia.  «È stato drammatico - racconta l'avvocato che ancora non sa darsi pace - mi accompagnava a caccia da tanto tempo, eravamo amici. Ho fatto di tutto per fare intervenire i soccorsi il prima possibile ma ho capito subito che la situazione era disperata».  La famiglia della vittima ancora non ha fissato la data del funerale, aspettando di conoscere se l'autorità giudiziaria disporrà l'autopsia. «Siamo disperati - dice la moglie - era un cacciatore esperto, eppure è successo proprio a lui. Il funerale forse ci sarà martedì (domani per chi legge, ndr)».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web