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In via Gramsci a San Romano si chiedono dossi artificiali e autovelox
Allarme velocità, i residenti scrivono al sindaco Gabbanini
Giacomo Pelfer
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Un tratto di via Gramsci nella frazione di San Romano 2 MINUTI DI LETTURA
SAN MINIATO. L'ultimo fazzoletto di terra del comune di San Miniato, poche decine di case prima di entrare in quello di Montopoli. «Un luogo abbandonato, maltenuto e pericoloso», secondo i residenti. Siamo in via Gramsci a San Romano, nella parte bassa della frazione, subito all'inizio della lunga strada provinciale che conduce a Ponte a Egola. Un tratto chiuso tra la ferrovia e le abitazioni, ma interessato da un traffico ininterrotto e frenetico: migliaia di auto e mezzi pesanti ogni giorno, che tendono a spingere troppo sull'acceleratore, nonostante le case, i negozi, le auto parcheggiate lungo la ferrovia e una curva senza dubbio pericolosa. Esasperati i residenti, che hanno scritto al sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini per chiedere misure a salvaguardia dei pedoni e, in generale, una maggiore attenzione verso i problemi della frazione. All'alimentari Rosselli la questione alimenta subito il dibattito. «E' sempre stato così - dice Domenico, il titolare, scuotendo la testa -, abbiamo protestato un sacco di volte ma non è mai cambiato niente. Ad ogni ora del giorno e della notte le auto sfrecciano a velocità folli, senza sosta. Attraversare è pericolosissimo. Addirittura abbiamo un garage che preferiamo non usare: uscire con l'auto su una strada del genere è un impresa quasi impossibile. Questa situazione è un danno anche per i nostri negozi». Basta camminare un po' lungo via Gramsci per rendersi conto di quanto sia pericoloso vivere su una strada del genere. «Le strisce ci sono ma nessuno le rispetta - dice Romana Romanelli -, anzi, se ti azzardi ad attraversare ti mandano pure a quel paese. Vivo qui da 9 anni, e pensare che quando sono arrivata mi preoccupavo del treno». Per migliorare la situazione i cittadini chiedono l'installazione di dossi rallentatori, strisce pedonali rialzate oppure di un autovelox. Magari anche i semplici "autobox", le colonnine azzurre già montate a Corazzano, predisposte per accogliere un rilevatore di velocità. Gli abitanti della zona reclamano però anche una maggiore attenzione per il decoro. A cominciare dalla ferrovia, al di là della strada, dove l'erba alta e la sporcizia regnano da sempre incontrastate. E poi quei lampioni, vecchi e arrugginiti, rimasti ormai gli ultimi da sostituire lungo tutta via Gramsci. «Servirebbe un'illuminazione maggiore - dice Paola Rosselli -, basterebbe già a garantire un minimo di sicurezza in più». Poi, indica verso il comune di Montopoli: «Laggiù hanno rifatto i marciapiedi, una rampa pedonale e sostituito i lampioni». «Questa zona invece fa davvero pena - conclude Domenico - siamo un confine dimenticato».
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