Il Tirreno

Pontedera

Un "Tubone" da 161 milioni

Giacomo Pelfer
A sinistra, il depuratore Cuoiodepur e, sopra, l’Aquarno
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A sinistra, il depuratore Cuoiodepur e, sopra, l’Aquarno

In progetto ben 144 chilometri di nuove fognature

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 SANTA CROCE. Il progetto "Tubone" sembra davvero sul punto di partire. Se n'è parlato ampiamente nell'ultimo consiglio comunale a Santa Croce, lo scorso lunedì. Se ne riparlerà domani, all'impianto CuoioDepur, di fronte al consiglio comunale di San Miniato riunito in forma aperta. Un progetto ormai ampiamente discusso tra gli addetti ai lavori, ma forse ancora poco chiaro per i cittadini.  Parlare di "Tubone" significa abbracciare un'area vastissima dell'entroterra toscano. Territori diversi tra loro, uniti però in un unico piano che punta a risolvere, in un colpo solo, ogni problematica relativa alla depurazione industriale e civile.  Al primo posto il problema degli scarichi in deroga per i tre impianti del comprensorio del Cuoio, che da anni, nonostante gli alti costi di depurazione, rilasciano cloruri e solfati in quantità superiori al consentito.  Dall'altro, il problema della depurazione civile tra i comuni della Valdera, dell'Empolese e soprattutto della Valdinievole, dotati di depuratori piccoli o inadeguati: l'assenza di strutture all'avanguardia impedirà ai Comuni il rilascio di concessioni edilizie, bloccando di fatto ogni pianificazione urbanistica.  Da qui l'idea su cui si fonda il primo accordo di programma del 2004 (poi aggiornato nel 2008): convogliare nei tre depuratori del Valdarno, attraverso apposite condutture, tutti gli scarichi civili della Valdinievole, dell'Empolese e della Valdera. In questo modo, sarebbe possibile diluire i reflui industriali abbattendo i componenti inquinanti, con una diminuzione dei costi a carico degli imprenditori e la riduzione dei prelievi d'acqua dalle falde.  Il progetto prevede quindi la dismissione di 47 piccoli depuratori, di cui 28 in Valdinievole, 17 in Valdera, più gli impianti di Empoli e Castelfranco. Due depuratori saranno costruiti ex novo: uno a Peccioli e uno a Ponte Buggianese, che servirà a fornire acqua pulita al Padule di Fucecchio, risolvendo il problema della scarsità e della pessima qualità delle acque.  Gli scarichi della Valdinievole saranno così spezzati in due tronconi: una parte sarà destinata al padule, mentre l'altra raggiungerà il comprensorio del Cuoio. All'interno del progetto è previsto poi l'adeguamento o il potenziamento di altri 12 impianti, di cui 8 civili (tutti in Valdera) e 4 industriali, tra cui il depuratore di Pontedera.  Gli altri tre sono quelli del Valdarno, fulcro del progetto, ognuno dei quali svolgerà un compito specifico. Quello di Ponte a Cappiano riceverà gli scarichi civili della Valdinievole restituendo acqua pulita alle concerie. Il depuratore Aquarno di Santa Croce, che diventerà il più grande d'Europa, accoglierà invece gli scarichi delle aziende, inviandoli poi all'impianto CuoioDepur di San Romano per un secondo trattamento prima del rilascio in Arno.  Per la realizzazione del progetto saranno necessari 144 chilometri di nuove fognature, con decine di punti di sollevamento lungo il percorso. Gli investimenti ammontano a 161 milioni di euro, di cui 42 del Ministero dell'Ambiente, 34 della Regione, 64 del Servizio idrico integrato, 7 di Acque Spa e 14 a carico dei conciatori.

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