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Cori e musica per sbarrare il Carroccio
Giacomo Pelfer
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Il corteo anti-Lega organizzato dal centro sociale Intifada 2 MINUTI DI LETTURA
SAN MINIATO. Le casse lanciate al massimo, sul furgone, accompagnano lo spaventapasseri con la faccia di Calderoli. Musica, cori, slogan e il megafono puntato verso il cielo della Toscana per gridare che "La Lega Nord non è di questa terra". E' partito intorno alle 17, dalla Casa del Popolo di Ponte a Elsa, il corteo di protesta contro il raduno regionale leghista. Una contro-manifestazione, organizzata dal centro sociale Intifada, che ha raccolto subito l'adesione dei Comunisti Uniti, di Sinistra ecologia e libertà, dei Cobas, dell'Anpi e di una lunga serie di altre associazioni. Circa 200 i partecipanti. Numerosi ragazzi, qualcuno giovanissimo, arrivati anche da Pisa e da Firenze. E poi famiglie con bambini al seguito. Tante bandiere rosse, qualche tricolore. «Mancano solo quelli del Pd», fa notare qualcuno polemicamente. «Era giusto esserci - dice Francesco, di San Romano -. Devono capire che la Toscana non può tollerare una visione antidemocratica della politica, che innesca solo una guerra tra poveri». Eppure la Lega cresce, si espande, anche nel cuore di storiche roccaforti rosse. «Perché parla alla pancia della gente, piuttosto che farla riflettere, approfittando di una politica sempre più distante dai bisogni veri dei cittadini», afferma Giovanni Cartano dell'Anpi di Fucecchio. «I nostri partigiani hanno combattuto per garantire a tutti i diritti universali della persona - aggiunge Mario Risaliti, sempre di Fucecchio -; la Lega, invece, è una forza prevaricatrice di una maggioranza sulla minoranza». "Razzisti da legare" recita lo slogan in testa al corteo, che inizia a muoversi a metà pomeriggio lungo la Tosco Romagnola. Obiettivo: avvicinarsi il più possibile al luogo del raduno, di fronte ai resti di San Genesio. Ma il cordone di polizia blocca la manifestazione già alla fine di Ponte a Elsa, subito prima del cimitero. Inutile reclamare qualche metro in più. Il corteo prosegue quindi per le strade del paese, accompagnato dalla musica. «Veniamo da Pisa per contestare un raduno che infanga i nostri valori, oltretutto in un luogo d'importanza storica» dicono i ragazzi del movimento Tijuana Project. «La nostra partecipazione era scontata - aggiunge Federico Giusti dei Cobas -, soprattutto per contrastare il progetto di un Cie a Firenze». All'interno del corteo troviamo anche alcuni immigrati, come Rachio, marocchino: «La Lega ci preoccupa - spiega - non ci vedono come lavoratori, ma solo come schiavi».
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