Il Tirreno

Pontedera

Il regolamento del commercio dice stop a nuovi locali nel centro

Sale giochi? Sì ma solo a distanza da scuole, chiese e ospedali

<b>IL SINDACO. </b>Marco Buselli
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IL SINDACO. Marco Buselli

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 VOLTERRA. "C'è un nuovo locale nel cuore di Volterra". Almeno per tre anni i volterrani non pronunceranno più questa frase, nuovo regolamento sulla programmazione degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande docet. Il comune dice basta alle aperture di bar, ristoranti e pizzerie.  «Questi provvedimenti erano attesi da 4 anni - commenta il sindaco Marco Buselli - Vogliamo che Volterra conservi l'anima di città senza svendere l'immagine e l'identità di se stessa. Allo stesso tempo è nostro intento rivitalizzare le zone più periferiche del centro storico, incentivando la possibilità di aprire attività commerciali. Ottimo risultato per le attività produttive - chiude Buselli - considerando che si tratta del frutto della concertazione con le organizzazioni di categoria».  Almeno per i prossimi 36 mesi dunque si potranno aprire nuove attività solo nelle vie periferiche del centro storico o fuori le mura ed ovviamente nelle frazioni e borghi vicini.  Una scelta sicuramente coraggiosa che favorirà la vivibilità, la sostenibilità ambientale e sociale delle vie e piazze più importanti di Volterra.  «L'unanimità dei consensi in seno al Consiglio è la dimostrazione dell'efficace lavoro svolto dall'amministrazione e dai partecipanti al tavolo della concertazione», continua.  L'amministrazione stila un altro regolamento, questa volta relativo alle sale giochi. Niente saracinesche aperte ad una distanza inferiore di 200 metri da scuole, luoghi di culto e di assistenza. «Le recenti novità in tema di videogiochi hanno reso necessario sostituire il vecchio provvedimento datato 30 settembre 1994. Il nuovo regolamento cerca in modo particolare di tutelare i consumatori e di limitare gli eccessi della febbre da gioco che si sta diffondendo soprattutto nelle fasce più deboli della società», prosegue il primo cittadino.  Anche gli artisti di strada sono stati "regolati" dal Colle. Questa intenzione che da tempo circolava nei corridoi di palazzo aveva sollevato qualche malumore. «Si tratta - aggiunge Buselli - di un provvedimento che intende tutelare al massimo i diritti di attori, poeti, musicisti e figuranti e al contempo valorizzare l'espressione artistica nelle varie sue forme, contemperando il tutto con i diritti dei residenti e dei cittadini nonché nel rispetto dell'ordine e della sicurezza».  Stilando i provvedimenti, salta fuori la norma che vieta i musicisti di intrattenersi per più di due ore durante la giornata nello stesso luogo. «Abbiamo contattato anche l'Associazione nazionale degli artisti di strada - conclude - la quale ha espresso il proprio personale plauso all'iniziativa».

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