Il Tirreno

Pontedera

Ecco il dissociatore di Ecofor Service

L’impianto di Dargavel; a destra la discarica Ecofor Service
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L’impianto di Dargavel; a destra la discarica Ecofor Service

Nelle carte dell'azienda il funzionamento e i possibili impatti dell'impianto

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 PONTEDERA. Sciogliere il nodo entro la fine di ottobre. È la missione dei tecnici che siedono al tavolo della Conferenza dei servizi, chiamati a pronunciarsi sull'impianto di dissociazione molecolare e relativa discarica che Ecofor Service vuole realizzare a Gello. C'è ancora tempo per presentare osservazioni al progetto. La Provincia di Pisa, a cui fa capo la procedura, ha richiesto delle integrazioni all'azienda. E le nuove carte sono state depositate da alcuni giorni.  Un moderno dissociatore molecolare dei rifiuti, con tecnologia Bos, capace in un anno di rigenerare 60mila tonnellate di materiali altrimenti destinati a discarica. Un investimento da 45 milioni di euro che si accompagna alla coltivazione dei nuovi lotti di discarica, già autorizzati, e all'obiettivo di ridurre i materiali conferiti tal quali. L'esempio c'è. È in terra scozzese, a Dargavel, ed Ecofor Service vuole seguirlo in quel di Gello a Pontedera. Entrano rifiuti ed escono energia elettrica, cenere, fumi e vapore acqueo.  È corposa la documentazione tecnica prodotta da Ecofor Service. Una pila di carte su cui la Conferenza dei servizi è chiamata a decidere se sottoporre il progetto a valutazione di impatto ambientale oppure escluderlo. Ed è spulciando tra queste carte, consultabili anche via web (dal sito www.provincia.pisa.it), che viene alla luce la verità dell'azienda.  Come funziona. I rifiuti vengono scaricati in un deposito chiuso e mantenuto in depressione per evitare esalazioni maleodoranti all'esterno. Nello stesso edificio c'è l'impianto per lo smaltimento termico dei rifiuti e il trattamento dei fumi prodotti dalla combustione, che vengono rilasciati in atmosfera attraverso un camino. Il recupero di energia dai rifiuti avviene mediante gassificazione e successiva combustione del Syngas prodotto.  Quali rifiuti. L'impianto è progettato per trattare termicamente 60mila tonnellate all'anno di rifiuti solidi industriali non pericolosi. Tra questi quelli sanitari di origine ospedaliera, per i quali sono previste modalità di conferimento, stoccaggio e smaltimento differenziate.  Gli impatti. Ecofor Service ha simulato gli effetti sull'ambiente dell'impianto su un arco temporale di 25 anni. La quantità di diossine accumulata nel terreno risulta di quattro ordini di grandezza inferiore al limite imposto dalla normativa. Per la qualità dell'aria l'azienda ritiene che le polveri sottili nella peggiore delle ipotesi risultino di tre ordini di grandezza inferiori a quanto previsto dalle norme. Per l'acido cloridrico e i fluoruri gassosi Ecofor Service stima che «restino abbondantemente entro i limiti di sicurezza».  Le ceneri. Al termine del ciclo di gassificazione dei rifiuti restano le ceneri, che vengono avviate allo smaltimento in discarica. Tra i vantaggi indicati da Ecofor Service c'è, infatti, quello della riduzione dei volumi da smaltire. Inoltre, il recupero dei metalli ferrosi e di quelli non ferrosi con successivi stadi di separazione.  La discarica. La discarica per rifiuti non pericolosi attualmente in coltivazione nel comparto Ecofor Service di Gello risulterà completamente esaurita al momento dell'entrata in funzione della prima fase di costruzione del dissociatore molecolare, prevista nel 2013. «Risulta necessario realizzare una nuova vasca, non tanto come strumento strategico per la gestione dei rifiuti sul territorio, ma come opera accessoria all'impianto che dovrà provvedere allo smaltimento dei rifiuti industriali non pericolosi attualmente conferiti presso il comparto Ecofor Service nella fase transitoria di messa a regime dell'impianto di dissociazione molecolare, per poi configurarsi come discarica residuale per le ceneri pesanti del dissociatore molecolare».

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