Il Tirreno

Pontedera

Via libera alle fattorie solari L'amarezza del Comune «L'impatto visivo è forte»

Francesca Suggi
Un impianto fotovoltaico sulle nostre colline
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Un impianto fotovoltaico sulle nostre colline

Chianni, si tratta di due impianti da 1 megawatt L'imprenditore: progetti noti al sindaco dal 2009

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 CHIANNI. Obiezioni del Comune a parte, il fotovoltaico s'ha da fare in quel di Chianni. L'autorizzazione ufficiale arriva direttamente dalla Provincia di Pisa. «Non siamo contenti, avevano fatto delle osservazioni anche di tipo ambientale e quelle restano», commenta a caldo la sindaco Francesca Mancini. Dall'altra aperta l'investitore ricorda che «si parla di due progetti che l'amministrazione conosce sin dal marzo del 2009», puntualizza Alì Rahimian.  Il presidente delle due società Ap Consult Italia srl e European solar Farms Toscana non vuole creare attrito con il Palazzo di Chianni, ma nello stesso tempo ci tiene a sottolineare come stanno le cose. «Faremo una schermatura di alberi per ridurre l'impatto visivo e ci preoccuperemo di rifare la dissestatissima strada che porta alla discarica a nostre spese», continua. Si ripromette di incontrare presto la giunta per decidere a tavolino come procedere. «Senza dubbio partiremo con i lavori a gennaio 2011 e in un paio di mesi i due parchi fotovoltaici andranno a regime». Che vuol dire che l'energia prodotta dalle due fattorie solari di un megawatt l'una sarà venduta interamente a Enel.  L'autorizzazione non coglie di sorpresa l'opposizione. Da mesi, infatti, la lista civica Uniti per Chianni ha scoperchiato diversi pentoloni rispetto ad anomalie e controsensi nelle procedure dell'intera operazione portate avanti dalla giunta. Un'amministrazione che nel marzo 2010 commissiona una studio di fattibilità ad un ingegnere della zona - è costato 2mila euro di soldi pubblici - per individuare le aree idonee ad accogliere impianti fotovoltaici. Lo stesso studio nella scorsa seduta del consiglio comunale è stato congelato con tanto di delibera di giunta. «L'abbiamo sospeso in attesa di un regolamento a livello di Unione dei Comuni», dice il sindaco. Qualunque sia la ragione, il fatto è abbastanza curioso. Anche perché lo studio è stato pagato con i soldi dei cittadini.  Sempre in sede di consiglio, la lista civica ha proposto un emendamento dove vengono ripercorse tutte le tappe anomale dell'operazione. Si legge che "in aprile le società costruttrici hanno presentato alla Provincia i due progetti con richiesta di autorizzazione e che nelle relazioni, venivano usati come atti che avvaloravano l'ubicazione e le caratteristiche dei 2 impianti, lo studio di fattibilità ed il relativo regolamento". L'opposizione non manca di sottolineare che gli atti "all'epoca erano in corso di approvazione quando non erano conosciuti dalla maggior parte dei consiglieri e che tale regolamento non era mai stato approvato". «Alla luce degli eventi - conclude il capogruppo Luca Orlandini - non siamo sorpresi dell'approvazione dei progetti».

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