Il Tirreno

Pontedera

Il caso Alma Group arriva in Provincia

Una mozione per garantire i posti di lavoro e i diritti al magazzino Conad

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 MONTOPOLI. Il caso del magazzino Conad del Tirreno di Montopoli approda in consiglio provinciale. I gruppi di maggioranza (Pd, Idv, Sel) e quello di Rifondazione-Comunisti hanno presentato sulla vicenda una mozione urgente che l'assemblea discuterà in occasione della prossima seduta. Nella mozione in merito alla gestione del magazzino da parte di Alma Group i promotori parlano di «una nuova forma di schiavismo, inaccettabile e intollerabile».  I vertici Conad hanno comunicato la risoluzione del rapporto di lavoro con Alma Group; e le organizzazioni sindacali hanno posto alla stessa Conad la richiesta di riassunzione di tutti i lavoratori impiegati al magazzino, alle condizioni contrattuali acquisite, da parte del nuovo gruppo che subentrerà. Un impegno che Conad si è assunta formalmente a inserire nel nuovo capitolato di gara per l'appalto.  «Ora - proseguono i consiglieri provinciali di Pd, Idv, Sel e Rc-Pdci - occorre tenere fermi alcuni punti». Per questo il documento che hanno presentato, oltre a condannare lo sfruttamento del personale extracomunitario «che si può configurare anche in questo caso come tratta di esseri umani», fissa due obiettivi operativi. Il primo: «che tutti i lavoratori siano assunti dal futuro soggetto gestore del magazzino. E che i cittadini extracomunitari coinvolti nella vicenda possano vedere riconosciuti pienamente i loro diritti». Inoltre, viene chiesto di impegnare tutte le parti sociali, istituzionali e il sistema delle imprese: «alla massima responsabilità e vigilanza per evitare il rischio di infiltrazioni mafiose nel territorio provinciale; e garantire le necessarie politiche d'integrazione per gli immigrati, sottraendoli al ricatto dell'economia sommersa illegale, il cui riferimento culturale è la legge Bossi-Fini».

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