Il Tirreno

Pontedera

«Mi sono risvegliato mentre mia moglie mi rianimava»

Il tronco del pino squarciato dal fulmine
◗
Il tronco del pino squarciato dal fulmine

3 MINUTI DI LETTURA





CAPANNOLI. «Sto bene. Finché certe vicende si possono raccontare... Mia moglie è stata bravissima, se siamo vivi, io e mio figlio, lo dobbiamo a lei». Luciano Meini, 48 anni, elettricista dipendente del Comune di Peccioli, è ancora ricoverato all'ospedale Santa Chiara per le conseguenze di un fulmine che lo ha colpito mentre teneva in braccio il figlioletto di 3 anni, Victor, domenica pomeriggio a Capannoli. Un temporale improvviso, ed è stato un dramma. «Cominciava a piovere - racconta l'elettricista - siamo andati verso la macchina che era nel parcheggio dell'agriturismo. Eravamo quasi a due metri dalla nostra auto quando siamo stati colpiti dal fulmine». Meini ricorda poco o niente di quei momenti. Il fulmine ha colpito un pino, dividendo il suo grosso tronco e scaricando la sua potenza anche sui poveri padre e figlio che sono stati tramortiti. Secondo i soccorritori sono andati in arresto cardiaco. La prima ad aiutarli è stata Marimar, moglie di Luciano Meini e madre del piccolo Victor. «Mi sono svegliato quando mia moglie mi stava rianimando - aggiunge l'elettricista - il resto ancora non lo ricordo, ma è stato tutto spaventoso, soprattutto quando ho capito cosa era successo».  Gli indumenti di Meini, soprattutto la maglietta, sono da gettare via. Le scariche l'hanno bruciata e bucata qua e là. «Ho alcune piccole bruciature anche sulla pelle - racconta l'uomo - ma tutto sommato ci è andata davvero bene. Abbiamo corso un grave pericolo con mio figlio. Anche lui sta meglio».  Dopo l'incidente marito e moglie ancora non si sono visti. Marimar è a Firenze, all'ospedale pediatrico Meyer dove è ricoverato Victor: anche le sue condizioni sono in rapido miglioramento.  «Con mia moglie ci siamo sentiti per telefono - racconta Meini - l'ho ringraziata: mi ha salvato la vita ed è stato così anche per nostro figlio. Non ci può essere un atto più bello».  Ora sia Victor che Luciano vengono tenuti sotto osservazione. Le scariche del fulmine, che avrebbero potuto folgorarli, non hanno causato - almeno secondo i primi accertamenti - lesioni ad organi vitali. Le conseguenze, per fortuna, sono state meno gravi di quello che si era temuto all'inizio.  Ai soccorsi prestati dalla donna si sono poi aggiunti quelli degli operatori dell'emergenza sanitaria. Per la loro preziosa opera si è complimentata l'amministrazione comunale di Peccioli.  «In riferimento all'incidente in cui sono rimasti coinvolti un dipendente di questa amministrazione comunale, Luciano Meini, e suo figlio, il piccolo Victor, si esprime forte apprezzamento e profonda gratitudine per la tempestiva ed efficiente opera prestata dai volontari della Misericordia di Peccioli. La presenza e il lavoro costante di un presidio così ben funzionante e organizzato rappresenta un elemento importante e di grande pregio per tutto il nostro territorio»: queste le parole di elogio spese dal vicesindaco, Daniele Mangini. Altro servizio a pag. 9

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino