Sicurezza
Tutti contro il gassificatore della Delca a Lugnano
Rc come altre forze politiche vicaresi si "sveglia" dopo mesi di silenzio
2 MINUTI DI LETTURA
LUGNANO. Non si placano le polemiche sul progetto di un gassificatore di rifiuti che l'azienda Delca, in accordo con la Provincia, è intenzionata a realizzare nella zona industriale di Lugnano, a due passi dalla sorgente delle terme di Uliveto e al borgo di Noce. Carlo Sorrente dei Socialisti pisani esprime perplessità sulla gestione dell'intera vicenda. «Siamo consapevoli che Piano regionale per le energie rinnovabili raccomanda di incentivare il recupero da rifiuti ma spinge anche verso la piccola taglia e l'utilizzo di risorse locali per garantirne la sostenibilità», scrive Sorrente. L'impressione è che «si siano avviate le procedure di autorizzazione senza una adeguata informazione delle comunità locali, necessarie e previste dal piano». I socialisti sottolineano che il piano di indirizzo energetico regionale affida alle amministrazioni provinciali il compito di definire piani e programmi, dimensioni e tipologie degli impianti e conferma alle amministrazioni comunali, anche in forma associata, il potere di individuare nei propri strumenti urbanistici le zone in cui installare tali impianti. «La concertazione fra enti, il confronto con le popolazioni è un esercizio difficile ma e l'unica strada possibile e va seguita senza esitazioni per recuperare il tempo perduto». Rifondazione Comunista, pur non avendo un grande feeling con il resto della maggioranza tanto da avere deciso di costituire un gruppo consiliare autonomo, spiega di avere alcune certezze sui gassificatori. Il vicesindaco Luca Cecchi e il consigliere provinciale Andrea Corti hanno presentato interpellanze all'assessore provinciale, in quanto la competenza sulla gestione dei rifiuti e l'autorizzazione di questo tipo di progetti è totale pertinenza della Provincia. «Noi riteniamo che gli impianti di trattamento termico dei rifiuti non siano la risposta al problema, in quanto necessitano di ulteriori studi molto approfonditi sia per quanto riguarda la costruzione, le emissioni ed il monitoraggio delle stesse», scrive Rc. Ora che il progetto è diventato pubblico, dopo che per mesi era rimasto solo nelle segrete stanze dei Palazzi, sono tutti pronti a dire no al gassificatore. «Il progetto della Delca - scrive ancora Rc - deve passare attraverso una programmazione di area sui rifiuti speciali in cui venga valutato non l'impatto del singolo impianto, ma quello complessivo delle varie strutture che sono in fase di realizzazione o progettazione. Attualmente un simile passaggio non è stato fatto e l'assessore provinciale si è limitato a sottolineare che questi impianti sono semplicemente distanti tra di loro. Posizione criticabile in quanto parlando di fumi trasportati dal vento, Ecofor a Gello, dove è in fase di discussione una struttura simile con potenza tripla, non è poi così lontana dalla Piana di Noce e dai pozzi della Uliveto Spa, verso la quale è da valutare anche l'impatto delle scorie derivate dalla gassificazione e le ripercussioni negative sulla vendita dell'acqua imbottigliata».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google