Italia
Il grido dallarme della Cna e un appello agli amministratori comunali: «Ora serve un tavolo anticrisi»
Artigianato, in 40 anni mai così male
Calano fatturati e produzione: la cassa integrazione lievita, le aziende chiudono
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PONTEDERA. Calo dell'export, del fatturato e degli investimenti. Aumento della disoccupazione e cassa integrazione alle stelle. Le imprese artigiane chiudono e per la prima volta in 30 anni le cessazioni hanno superato le iscrizioni con un saldo negativo, negli ultimi sei mesi, che sfiora il meno 141. Il grido lanciato dalla Cna è di quelli che fanno tremare, che scuotono le fondamenta dell'economia della Valdera. «Non ci sono segnali di ripresa e ai tanti settori in crisi, si aggiungono il legno e l'edilizia ormai vicini alla paralisi», dice il presidente Marco Rossi. E i dati citati sono talmente allarmanti che l'associazione ha rinnovato l'appello alle amministrazioni comunali e ai sindacati per istituire un tavolo di crisi. «C'è bisogno di creare un gruppo istituzionale - aggiunge Rossi - che segua da vicino questa situazione drammatica. Serve un'azione della Regione per dar vita ad un piano di sostegno anche finanziario, di concerto con gli enti comunali, con la Cgil, la Cisl e l'Uil e con i nostri rappresentanti per costruire un quadro sinergico e non frammentato di contrasto alle difficoltà, per concordare programmi ed iniziative strategiche». La sofferenza si tocca con mano e la fotografia scattata parla chiaro. Nei primi due trimestri del 2010 le imprese registrate dalla Cna sono 11.350 «ma è dal Settanta - sottolinea Remo Urti, coordinatore della Valdera - che non scendevano sotto le 12mila». Le entrate del comparto sono vertiginosamente affondate del 20% mentre si riscontra un notevole incremento, quasi il 40%, delle imprese che, con il rischio del declino, hanno avviato la procedura concorsuale. «Per non parlare - rincara la dose Urti - dei valori legati all'occupazione». Su una congiuntura sfavorevole che vale il meno 10% della forza lavoro, si assestano i settori dell'abbigliamento e delle imprese di pulizia. Segue il legno con il - 8,8% e la metalmeccanica con il - 2% «dove - specifica il vicepresidente Matteo Giusti - sono comunque crollate le ore di straordinario». E, come se non bastasse, in provincia si assiste ad un'impennata senza precedenti del ricorso agli ammortizzatori sociali. «Le ore di cassa integrazione autorizzate, rispetto al 2008, si sono moltiplicate per 6». Sono 1507 le domande di Cig in deroga partite da Pisa su un totale di 14.110 richieste pervenute in regione. Dal vetro all'elettronica, dal mobilio al tessile, dall'agricoltura alle pelli non si salva nessuno. «Eccetto il turismo e la meccanica - specifica Rossi - che tenta un equilibrio incerto almeno nell'occupazione». E nell'eventualità di un collasso permanente «non resta che un'unione collettiva e condivisa».
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