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Musica, il festival voluto da Saramago approda in città
Andrea Lanini
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A sinistra Emir Kusturica regista e musicista Qui a fianco Mor Kabasi che arriva da Israele4 MINUTI DI LETTURA
PONTEDERA. José Saramago non c'è più, ma la passione, la vitalità tenace del suo essere "presidente onorario militante" (secondo la bella definizione del direttore artistico Marco Abbondanza) vive nella formula stessa del Festival che la sua generosità di uomo e di autore contribuì, assieme a quella altrettanto militante dell'altro presidente onorario, Dario Fo, a far nascere tanti anni fa. José Saramago non c'è più, ma tra quanti portano avanti la lezione delle sue parole, ci sono gli artisti della "rete" culturale Sete Sóis Sete Luas, il progetto utopico diventato realtà, la macchina delle meraviglie che crea ponti sensoriali tra terre lontane. Grazie al contributo del nostro Comune e della Regione Toscana, da oggi al 26 luglio la XVIII edizione del Festival sbarca a Pontedera con un programma fatto di voci. "Sette voci per cantare il Mediterraneo", seguendo, come spiega Abbondanza, "le rotte musicali e artistiche che uniscono il Mediterraneo alle coste atlantiche del mondo lusofono". Due le location che ospiteranno gli appuntamenti (inizio alle 22, ingresso gratuito): Villa Malaspina di Montecastello (spettacoli di stasera, domani, del 21 e 22 luglio) e Centrum Sete Sóis Sete Luas di Pontedera (spettacoli del 24 e 26 luglio). Quest'anno gli appuntamenti di apertura e chiusura del cartellone toscano sono affidati a due grandi spettacoli di voci, musica e interpretazione scenica delle culture mediterranee. Si inizia stasera con Les Voix du 7Sóis, progetto ideato e prodotto dal Festival. Si termina lunedì 26 all'insegna dell'eclettismo di Emir Kusturica & No Smoking Orchestra, una proposta in esclusiva per la Toscana. Il grande regista balcanico non rinuncia a un nuovo e intenso progetto musicale con la sua ormai celebre band proponendo uno spettacolo sempre più coinvolgente. Domani altro appuntamento da non perdere con le magiche composizioni di Júlio Pereira, considerato oggi il più grande virtuoso di "bandolim", vera e propria anima strumentale della musica popolare portoghese. Con ben 15 album originali pubblicati in 30 anni di carriera, Pereira è uno dei musicisti più amati dal pubblico lusitano. Mario Lucio, fondatore e leader del gruppo Simentera, è in scena mercoledì 21. La sua musica punta a riscoprire l'Africa continentale come elemento centrale dell'identità culturale di Capo Verde. Mario Lucio è stato l'autore del progetto musicale di Capo Verde per la Esposizione Mondiale di Siviglia nel 1992 e per quella di Lisbona nel 1998. Dal 2002 è ambasciatore culturale per il suo paese. Il festival prosegue proponendo una prima nazionale. Olga Cerpa, considerata l'interprete più importante della musica popolare delle isole Canarie salirà sul palco giovedì 22. Voce dello storico gruppo Mestisay, la Cerpa ha alle spalle una carriera con più di venti anni di attività, realizzando più di 20 album e collaborazioni con prestigiosi artisti come il basco Kepa Junkera. Olga Cerpa presenta un originale progetto musicale che rende un personale omaggio al fado e al bolero. Mor Karbasi, giovane interprete israeliana dal nuovo e luminoso talento che con la sua musica regala emozioni da brivido si esibirà sabato 24. Discendente da ebrei marocchini e persiani, con la sua superba voce la Karbasi conduce lo spettatore in un affascinante viaggio musicale alle radici delle culture mediterranee, partendo dalla Spagna medievale arabo-moresca, passando per il Nord Africa e le coste dell'Europa fino ad approdare in Israele. Non solo suoni e visioni, ma anche sapori. La cultura di un popolo passa anche dal suo cibo. È per questo che il Festival, nei luoghi in cui vengono presentati i suoi spettacoli, propone sempre stand coi prodotti tradizionali provenienti dalle terre che fanno parte della "rete" Sete Sóis Sete Luas. Così gli spettatori potranno conoscere, per non citarne che alcuni, l'aceto biologico Bodegas Robles di Montilla, il sapone di calendula di Castril provenienti dall'Andalusia, la muxama, pancia di tonno, di Vila Real de S.Antonio dalla regione portoghese dell'Algarve, il formaggio sottolio proveniente dalla regione portoghese dei Trás-os-Montes. «Con il marchio Sete Sóis Sete Luas - dice Abbondanza - vogliamo rappresentare simbolicamente la ricchezza del Mediterraneo e del mondo lusofono. Questi prodotti sono il risultato di nicchie di preziosa diversità bioculturale, in cui gli intrecci locali fra ambiente e cultura diventano identità e valore di conoscenza. Una diversità che difficilmente trova canali di sbocco, che il Festival vuole contribuire non solo a preservare, ma a valorizzare e promovendola nella sua rete". Infine, dal 10 luglio all'11 settembre, il Centrum Sete Sóis Sete Luas ospita «L'Universo dell'Isola», esposizione del pittore capoverdiano Tchalê Figueira, il più importante artista plastico dell'arcipelago atlantico.
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