Il Tirreno

Pontedera

Evento a sorpresa fissato per il 31 luglio dal neogruppo Biiip

Tutti in abito da sera contro la censura dell'arte

<b>ARTE LIBERA </b>Un momento dell&#146;assemblea
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ARTE LIBERA Un momento dell’assemblea

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 VOLTERRA. Tutti vestiti da sera. Come da copione di un certo modo di intendere la cultura. L'appuntamento è il 31 luglio alle 18 a Porta a Selci per manifestare contro chi vuol mettere bavagli, oppure paletti all'espressione artistica.  Ad organizzare l'evento a sorpresa è il neo gruppo Biiip, nato proprio per difendere il concetto cultura da qualsiasi forma di censura. Un insieme di persone che si unisce dopo quello che loro chiamano un «tentativo della giunta Buselli» di censurare Volterrateatro, concretizzatosi in una lettera inviata dall'assessore Giancarlo Carloni e dal consigliere delegato a cinema e teatro Maurizio Righi all'associazione Carte Blanche a febbraio. L'idea viene diffusa all'interno del dibattito "Liberamente l'arte", organizzato da Biiip con le associazioni "Generazioni in arte" e "Idea democratica" all'interno della festa del Pd. I relatori hanno trattato l'argomento da diversi punti di vista e sono stati capaci di rendere chiare a tutti le pericolose criticità che la nostra società sta vivendo in relazione alla libertà di espressione e di fruizione del pensiero, «dando però anche numerosi e validi spunti per una ribellione collettiva di fronte all'oscurantismo in atto sia a livello nazionale che locale», dicono da "Idea democratica".  L'importanza della conoscenza della storia per portare avanti il processo di crescita sociale è stata più volte ripresa da Paolo Benvenuti, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico, il quale ha spiegato molto chiaramente quali sono i processi in atto per impedire la libera circolazione delle idee, relativa al cinema, ma non solo. Infine, Massimo Bignardi, direttore della scuola di specializzazione in beni storico-artistici dell'Università di Siena, si è soffermato in particolare sui diversi modi di censura. «E' emerso - concludono - che il pericolo maggiore sta nella mancanza di volontà delle persone di leggere, capire e farsi delle idee proprie che non siano solo indotte da vuoti slogan e apparenti attività culturali».

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