Il presidio
Dal Polo un appello alle istituzioni
Guido Bini
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Il pubblico in sala A Navacchio festa per i dieci anni d'attività guardando al futuro
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NAVACCHIO. Le 63 aziende del Polo Tecnologico hanno chiuso il bilancio 2009 con un fatturato complessivo di 81 milioni di euro, incrementando del 44 per cento il dato del 2008. Un risultato eccezionale, se collocato nel periodo di crisi attuale, che non fa altro che confermare la validità del modello "Polo" a dieci anni dalla sua nascita. Un modello che adesso richiede attenzione da parte delle istituzioni, proponendosi come propulsore dell'innovazione e della crescita economica a livello regionale, se non addirittura nazionale. Nel presentare i dati del 2009, la direttrice Elisabetta Epifori ha tra l'altro fatto capire che la crescita sarebbe stata anche maggiore, se solo ci fossero stati nuovi spazi a disposizione per le tante aziende in lista di attesa. A dimostrazione che dopo dieci anni di vita il Polo continua a guardare al futuro, non manca di fare appello alle istituzioni affinché non si perda tempo prezioso. La giornata di ieri è servita per mettere sul piatto i risultati positivi di dieci anni di attività e per aprire il confronto sul futuro. In programma ci sono già il IV e il V lotto, attesi per il 2013, e collaborazioni con altri parchi tecnologici della Toscana. Ma dalle istituzioni si attendendono maggiori attenzioni e una razionalizzazione dei piani di investimento. Alessandro Giari, sin dall'inizio alla guida del Polo e da tre anni anche presidente dell'associazione dei parchi tecnologici italiani, ha sì lamentato la «totale latitanza del governo centrale», ma continua a credere fortemente nella strada intrapresa. «Se il Polo di Navacchio - ha detto aprendo la tavola rotonda di ieri - guida la compagine dei parchi tecnologici italiani, non è tanto perché siamo i più bravi, quanto semmai perché crediamo più di chiunque altro nel fare sistema. La rete dei parchi tecnologici italiani conta oggi circa 600 imprese e 15mila addetti, e a guardar bene rappresenta oggi la principale azienda del paese». Le prime attenzioni non potevano che arrivare già dalla tavola rotonda di ieri - che ha visto tra l'altro come moderatore il direttore del Tirreno Roberto Bernabò - ma è chiaro che la strada da percorrere è ancora lunga. Presenti l'assessore provinciale alle attività economiche Graziano Turini, l'assessore regionale alle attività produttive Gianfranco Simoncini, il delegato al trasferimento tecnologico della scuola Sant'Anna Andrea Piccaluga, il vicedirettore della scuola Normale Fabio Beltram, il presidente del Cnr di Pisa Claudio Montani, il direttore della Cna toscana Armando Prunecchi e il presidente di Intarget Nicola Tanzini. Tutti hanno in pratica sottolineato la validità del modello di trasferimento tecnologico affinato in dieci anni dal Polo di Navacchio ma a questo punto, visti i risultati, si richiede un ulteriore salto di qualità. La sfida il Polo l'ha già accettata, ora tocca alle istituzioni.
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