Il presidio
S. Croce. Continua a dividere la concessione del PalaParenti per una commemorazione religiosa
«Non solo delle braccia da lavoro»
Manolo Morandini
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Un gruppo di senegalesi raccolto in preghiera in occasione di una festa nel comprensorio del Cuoio Dalla comunità senegalese lo sconcerto per lo sfogo del dirigente dei Lupi
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SANTA CROCE. «Non siamo solo braccia da lavoro». Sconcerto, sorpresa, delusione. Sono gli stati d'animo prevalenti nella comunità senegalese dove si fatica a trovare le parole per replicare al vicepresidente dei Lupi Leonardo Ciardi, che li ha accusati di aver «profanato e violentato» il PalaParenti. Così un giorno di lutto e commemorazione si è trasformato in una brutta storia di polemiche. «La stima ce la siamo guadagnata lavorando - dice Dia Papa Demba, portavoce della comunità senegalese - Siamo rimasti molto sorpresi del linguaggio dispregiativo usato da Ciardi». Intervento del vicepresidente dei Lupi che a ieri continuava a campeggiare nel sito internet della società (www.lupipallavolo.it). Venerdì scorso, hanno preso in affitto il palazzetto per commemorare la morte di Serigne Bara Mbacke, la massima autorità religiosa mussulmana del Senegal. Circa 2mila persone si sono date appuntamento a Santa Croce. «Ci sentiamo parte della comunità locale - afferma Dia Papa Demba - Non possiamo solo lavorare e poi chiuderci nelle case. Iniziative come questa è bene farle in luoghi pubblici e non certo di nascosto. Il sindaco Ciaponi ci ha accolto a braccia aperte e di ciò lo ringraziamo». Sul PalaParenti nessun mistero. «È la seconda volta in due anni che chiediamo in affitto la struttura e sempre per occasioni importanti. Abbiamo cercato di rispettare la struttura come gli sportivi, stendendo tappeti sul terreno di gioco e camminando scalzi». Un'attenzione anche ai disagi all'esterno dell'area. «Avevamo dei gruppi addetti alla sicurezza. Per evitare di riempire il vicino parcheggio della Coop alcuni di noi sono stati sul posto per dirottare le auto al di fuori, verso il palazzetto». Sul caso prova a far luce il sindaco Osvaldo Ciaponi. «È una struttura pubblica il PalaParenti, affidata a un gestore, che non è la società Lupi, e a cui si può fare richiesta per averla in affitto». Il primo cittadino parla di «nota stonata» nel merito delle parole di Ciardi. «Parole fuori luogo e fuori senso - afferma - Non sono un buon segno dei rapporti di collaborazione che ci sono sempre stati tra i Lupi e il Comune». A stringersi attorno alla comunità senegalese è anche il presidente Geofor Paolo Marconcini, con cui in veste di sindaco di Pontedera aveva stretto particolari legami. «Ho inviato loro un telegramma di condoglianze appena ho saputo della morte di Serigne Bara Mbacke, che per loro è come un papa», dice Marconcini. Che aggiunge: «Lo sport dovrebbe unire, ci è stato ricordato di recente dai mondiali di calcio in Sudafrica. Non capisco perché finché sono braccia da lavoro vanno bene mentre se decidono di fare una cerimonia religiosa diventano un problema». E conclude: «Le parole di Ciardi sono sorprendenti per il tino, vergognose e inadatte per una realtà come a nostra». Sostegno a Ciardi arriva invece dal capogruppo Stefano Giannotti, della lista civica Centrodestra per Santa Croce, che annuncia un'interrogazione urgente al sindaco poiché nutre «dubbi che tutto si sia svolto nel rispetto delle regole». E inquadra l'accaduto come «il frutto di una politica miope messa in atto per paura dai nostri governanti».
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