Medioevo nella bufera fuori tre contrade dal prossimo Anno Domini
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Artigiani medievali grandi protagonisti della festa medievale di Volterra Anno Domini Rischio concreto che per la prima volta i rioni si dividano Gli "esclusi": mancanza di intesa con il Consorzio turistico
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VOLTERRA. Dopo le polemiche dello scorso anno per la location, su Volterra Ad si aggira uno spettro inedito: quello della divisione fra contrade e organizzatori. Uno spettro che si è già materializzato, con la fuoriuscita dall'elenco dei protagonisti di tre rioni volterrani: Santagnelo, Porta a Selci e Santa Maria. È la prima volta che accade nella storia di Anno Domini. Mancanza d'intesa, poche risorse, una lettera d'intenti consegnata in ritardo. Questi i motivi sufficienti a provocare la spaccatura. Che ha messo in luce alcuni aspetti problematici interni alle contrade - evidenziati dai rispettivi balitori - ed ha aperto un nuovo dibattito sui contenuti dell'evento più atteso dal Colle. «Durante le ultime riunioni organizzative ci è sembrato che il Consorzio Turistico non avesse intenzione di valorizzarci - afferma Simone Senesi, balitore della contrada di Santagnelo - e la conferma è arrivata quando la nostra proposta di collaborare alla preparazione della festa è stata rifiutata». Per Senesi, ciò che il Consorzio avrebbe offerto a Santagnelo in cambio della sua presenza, non era adeguato rispetto all'impegno: «All'interno di Volterra Ad - specifica il balitore - c'è un problema di personale che ha avuto per conseguenza il ridimensionamento dei festeggiamenti. E' per questo che avevamo pensato di proporci come interlocutori attivi, a pari percentuale con il Consorzio. Che però ha declinato». Un altro punto della diatriba riguarda il numero dei coinvolti: «Troppo pochi quelli richiesti per due domeniche di attività» secondo Senesi. Il risultato è che, quest'anno, gli spettatori non vedranno all'opera i tessitori di lana, com'è stato per anni. Assente anche la recitazione in stile convento medievale, offerta dalla contrada di Porta a Selci. Pierluigi Ceppatelli, balitore fresco di nomina, afferma che la manifestazione «Si sta snaturando per la mancanza di figuranti». «Un tempo - continua Ceppatelli - ce n'erano almeno 40 per contrada, il che significava dalle 300 alle 400 presenze assicurate, a garanzia di una festa vissuta e partecipata. E' un peccato che Volterra Ad abbia perso quella genuinità che la connotava alle origini». Ceppatelli individua tre soluzioni: «Evitare la separazione fra città e contado, la frammentazione in due domeniche, e privilegiare le realtà locali». Le ragioni addotte dalle contrade sono anche di tipo economico. Ma i due rappresentanti ci tengono a sottolineare che quella dei soldi è solo una motivazione tra le molte, fra l'altro dettata da bisogni imprescindibili: «Abbiamo un affitto da pagare - dice Senesi - che porta via fino a tremila euro l'anno». «Il nostro - gli fa eco Ceppatelli - è di circa 150 euro mensili più le spese. Un aiuto da parte del comitato e del consorzio potrebbe fare la differenza». «E invece - conclude Senesi - si dà maggiore considerazione a chi viene da fuori: dall'estratto conto finale di una precedente edizione risultavano 150mila euro. Alle contrade ne arrivarono 700».
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