Il Tirreno

Pontedera

In tutte è stato adottato il contratto di solidarietà che consente di salvare il posto, lavorando meno ore

Al salario ci pensa la Regione

Otto le aziende in crisi della provincia che beneficeranno dei contributi

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 PONTEDERA. Otto le aziende in crisi della provincia che potranno integrare gli stipendi dei lavoratori con i contributi regionali. «Grazie ai contratti di solidarietà possiamo mantenere intatte le risorse umane, molto spesso di altissimo valore. Sono risorse di cui abbiamo bisogno per innescare la ripresa», dichiara l'assessore regionale al lavoro Gianfranco Simoncini.  La Regione ha stanziato in due anni poco meno di 3 milioni di euro per un fondo destinato all'integrazione degli stipendi dei lavoratori che aderiscono ai contratti di solidarietà, lavorando un numero di ore inferiore allo standard riceveranno comunque una paga dignitosa. La Regione erogherà i contributi direttamente alle aziende, che provvederanno all'integrazione nella busta paga del lavoratore. L'entità del contributo è variabile e dipende dalla percentuale oraria del contratto.  A questa prima tranche di contributi ne seguiranno altre. Il bando è ancora aperto: altrettante domande sono in fase istruttoria.  Una volta esauriti i fondi, il provvedimento verrà rifinanziato e sarà aperto un nuovo bando. «Credo che la partenza di questo strumento, che la Regione Toscana è stata fra le prime in Italia a prevedere - commenta l'assessore alle attività produttive, lavoro e formazione Gianfranco Simoncini - sia un fatto importante. Perché ci permette di guardare oltre la pur essenziale funzione dell'ammortizzatore sociale, sostenendo il reddito del lavoratore ma, nello stesso tempo, aiutando le aziende a tenere testa al mercato». A questa prima tranche di contributi ne seguiranno altre. Il bando per le domande di contributi è ancora aperto: altrettante domande sono in fase istruttoria. Una volta esauriti i fondi, il provvedimento verrà rifinanziato e sarà aperto un nuovo bando.  I contratti di solidarietà sono ammortizzatori sociali ma, rispetto alla Cassa integrazione straordinaria e alla mobilità, permettono di scongiurare i licenziamenti e tutelano il patrimonio industriale in un momento in cui si continua a registrare una pesante caduta dei volumi produttivi.

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